Un altro piccolo passo per la “rivoluzione del braille”

Per contrastare cioè la tendenza comune a considerare il codice braille come uno strumento destinato ad essere accantonato: punta proprio a questo, ovvero a incentivare l’uso del braille tra gli studenti, il “Concorso Lucy Braille”, promosso dalla Fondazione Lucia Guderzo di Loreggia (Padova), che vivrà il proprio evento conclusivo il 13 dicembre al Liceo Classico Pilo Albertelli di Roma

Lettura in brailleUna nuova edizione del Concorso Lucy Braille, proposta dalla Fondazione Lucia Guderzo di Loreggia (Padova), è in programma per venerdì 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, protettrice della vista.
«L’obiettivo per il quale è nata questa iniziativa – spiegano i promotori – rimane quello di incentivare l’uso del braille tra gli studenti, a partire sin dai primi anni dell’insegnamento, di modo che abbiano uno strumento che li accompagni sempre, ogniqualvolta serva accedere autonomamente alla galassia di informazioni; ed è evidente quanto questo sia essenziale, nel tempo di internet, nel mondo dei computer e degli smartphone, tanto quanto è “naturale” che lo sarà sempre di più in futuro». Non a caso, a tal proposito, dal prossimo mese di gennaio la Fondazione Guderzo ha voluto organizzare una serie di corsi di iPhone e display braille, a partire da Milano, proseguendo poi a Torino, Genova, Firenze e Roma.
«È per questo motivo – aggiungono i responsabili della Fondazione – che il Premio Lucy Braille è pensato per unire e condividere le storie di tanti bambini e ragazzi, di tutte le età e di tutta Italia, e non solo. Una bambina straniera delle elementari, ad esempio, accompagnata dalla nonna, giungerà per la prima volta nella Capitale, per conoscere e vivere un’esperienza completamente nuova, dimostrando la propria vitalità e capacità. Un ragazzo di Varese, poi, vincitore della scorsa edizione, riproverà a difendere la sua “corona”, mentre il secondo classificato del 2012, che arriverà da Torino, sarà determinato a farsi valere e a reclamare il titolo, senza temere i nuovi sfidanti».

Quella del Concorso Lucy Braille è solo una delle numerose iniziative promosse dalla Fondazione padovana, ruotanti attorno al mondo della disabilità, ma anche rivolte alla società nel suo insieme.
Nello specifico, il premio è intitolato a Lucia Guderzo, dal momento che lei stessa, studentessa prima al Liceo Scientifico di Bassano del Grappa (Vicenza) e poi alla Facoltà di Matematica dell’Università di Padova, riuscì a mantenere il proprio percorso di studi trascrivendo libri in braille. In questo modo diede l’opportunità a centinaia di persone cieche – negli Anni Settanta e Ottanta -, di studiare e scegliere liberamente la scuola da frequentare, fornendo loro le trascrizioni dei libri più complessi.
Sulla scorta, quindi, del carattere nazionale espresso sia dall’operato di Lucia, sia dal Concorso a lei dedicato, è stato scelto, come sede dell’evento del 13 dicembre (ore 10-13.30), un celebre Liceo Classico di Roma, il Pilo Albertelli, famoso, tra l’altro, per aver visto diplomarsi uno dei nomi più illustri e rivoluzionari del mondo scientifico italiano e mondiale del Novecento, quale è stato Enrico Fermi.
«Dal “centro del centro d’Italia” – sottolineano ancora dalla Fondazione Guderzo – è destinato quindi a compiere un altro passo la “rivoluzione del braille”, una missione per contrastare la tendenza comune a considerare il codice braille uno strumento destinato ad essere accantonato. Undici partecipanti provenienti da Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Puglia, assieme ai venticinque giovani giurati della Classe Quinta D, daranno infatti nuovo impulso ed energie vitali all’opera di diffusione del messaggio da noi proposto. I vincitori di ogni categoria (scuole primarie; scuole secondarie di primo e secondo grado) riceveranno un premio in denaro, e tutte le persone coinvolte nel progetto avranno in ricordo anche la pagella, stampata in lettere normali e in braille, di Enrico Fermi, una pagella costellata di 9 e 10, ispirazione e soprattutto dimostrazione di quali grandi cose possano essere raggiunte dall’ingegno umano se questo è messo in condizione di esprimersi, accedere alla conoscenza e crearne di nuova».

All’incontro del Liceo Albertelli di Roma, dopo i saluti di Antonietta Corea, dirigente scolastica dello stesso, interverranno anche Davide Cervellin, presidente della Fondazione Guderzo e il giornalista Antonello Caporale. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: segreteria@fondazioneluciaguderzo.it (Giorgio Callegari).

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