Più equità sociale su vittime del lavoro e disabili

L’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) lancia un appello al Parlamento e al Governo, in vista dell’approvazione della Legge di Stabilità per il 2014, chiedendo più fondi sulle prestazioni per le vittime del lavoro, e anche la modifica delle nuove norme sull’ISEE, ove tale strumento inserisce tra le proprie prestazioni anche quelle legate alla condizione di disabilità, pur se esenti da imposizione fiscale

Mano di persona con disabilità stretta sulla ruota della sua carrozzinaRivedere le norme sul nuovo ISEE, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente che sta per cambiare i criteri per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate, norme elaborate dal Governo Monti con il cosiddetto “Decreto Salva Italia” di fine 2011 (Legge 214/11) e migliorare la previsione di adeguamento delle prestazioni per le vittime del lavoro già approvate dal Senato: sono queste le richieste rivolte al Parlamento e al Governo dal Consiglio Nazionale dell’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro), in vista dell’approvazione definitiva della Legge di Stabilità per il 2014.
«Vogliamo rivolgere un appello forte al Parlamento e al Governo – dichiara in tal senso Franco Bettoni, presidente dell’ANMIL – perché pur apprezzando i segnali positivi che sono comunque giunti nella prima fase dell’esame parlamentare della Legge di Stabilità, riteniamo opportuno sollecitare le forze politiche a compiere un ulteriore piccolo sforzo per conseguire due risultati molto importanti sotto il profilo dell’equità sociale».

«In particolare – sottolinea Bettoni – nell’accogliere le istanze del mondo imprenditoriale, il Senato ha previsto una riduzione dei premi assicurativi versati all’INAIL [Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, N.d.R.] dalle aziende, pari a un miliardo nel 2014, per arrivare poi a un miliardo e duecento milioni nel 2016, mentre per quanto riguarda l’adeguamento periodico delle prestazioni per le vittime del lavoro ha previsto uno stanziamento di 50 milioni medi annui. Un segnale certamente positivo, ma che non ci sembra congruo rispetto al fatto che queste prestazioni hanno perso dal 2000 ad oggi oltre il 21% del loro valore e i 50 milioni porterebbero soltanto a un modesto recupero di tale perdita. Per questo chiediamo che la somma stanziata venga aumentata almeno fino a coprire il 50% della perdita e che per il futuro le prestazioni vengano adeguate automaticamente».

«Anche sul fronte dell’ISEE – prosegue il Presidente dell’ANMIL – il nostro Consiglio Nazionale, che ha espresso da subito e in modo fermo una posizione fortemente contraria alla previsione introdotta alla fine del 2011 dal Governo Monti di inserirvi anche le prestazioni legate alla condizione di disabilità, pur se esenti da imposizione fiscale, lancia al Parlamento e al Governo un deciso appello. Infatti, sebbene a nostro giudizio l’impianto complessivo del nuovo ISEE sia senza dubbio valido, prevedere l’inserimento anche di queste prestazioni è un atto di enorme ingiustizia che non porta a nulla sul fronte della lotta all’evasione e alle discriminazioni, con l’unico odioso effetto di mettere “in concorrenza” persone, con o senza disabilità, che vivono condizioni di grave difficoltà e svantaggio».
«E in ogni caso – conclude Bettoni – il nostro Consiglio Nazionale ha già deliberato di impugnare in tutte le possibili sedi giurisdizionali il Decreto che ha approvato il nuovo ISEE». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficio.stampa@anmil.it.

Stampa questo articolo