Sardegna: una beffa per 41.000 giovani con disabilità

Insieme alla CGIL e alla Confindustria Regionali, la FISH Sardegna e la FAND Sardegna, ovvero le Federazioni che rapppresentano la quasi totalità delle Associazioni di persone con disabilità e delle loro famiglie, denunciano il blocco pressoché totale delle iniziative territoriali per l’attivazione di tirocini e progetti per l’inserimento lavorativo dei giovani disoccupati con disabilità e chiedono rapide azioni a livello regionale

Realizzazione grafica con vari parallelepipedi e sopra altreattante persone. Quella con disabilità è più in basso di tutti«Questa è una vera e propria beffa per i 41.000 giovani con invalidità in cerca di esperienze e percorsi professionalizzanti, disponibili all’acquisizione di competenze da utilizzare nel mercato del lavoro, per avere un’occupazione e un impiego che garantisca pari dignità e partecipazione sociale».
Lo si legge in una nota congiunta di FISH Sardegna (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), FAND Sardegna (Federazione tra le Associazioni Nazionali di Persone con Disabilità), CGIL Sardegna e Confindustria Sardegna, a firma rispettivamente di Alfio Desogus, Alessandro Sitzia, Marinora Di Biase e Giorgio Oggianu, che spiegano come «il 13 dicembre scorso, nella riunione del Comitato Regionale per la Gestione dei Fondi per il Diritto al Lavoro delle Persone con Disabilità, svoltasi alla presenza dell’Assessore Regionale al Lavoro della Sardegna, sia emerso un pressoché totale blocco delle iniziative territoriali per l’attivazione di tirocini e progetti per l’inserimento lavorativo dei giovani disoccupati con disabilità sardi».
«Le Amministrazioni Provinciali Sarde – viene infatti denunciato -, pur disponendo di cospicui finanziamenti statali accumulati negli ultimi tre anni (1 milione e 800.000 euro) e accreditati dalla Regione Autonoma Sardegna nel 2012, in tre casi non hanno provveduto alla predisposizione dei bandi, in altri hanno impegnato risorse in percentuali irrisorie rispetto a quelle disponibili e nei restanti territori hanno speso i contributi in maniera marginale (il 2,3%)».
«In tal modo – si sottolinea nella nota – vengono vanificate le scelte regionali e gli intendimenti delle organizzazioni sociali che partecipano al Comitato Regionale e che, ancora una volta, hanno dovuto denunciare il mancato rispetto della Legge 68/99 [“Norme per il diritto al lavoro dei disabili”, N.d.R.] da parte delle aziende private, obbligate al rispetto delle assunzioni, ma anche l’inadempienza delle Istituzioni pubbliche della Sardegna».

Di fronte perciò a tale situazione, le Federazioni che rappresentano le Associazioni di persone con disabilità, insieme alle organizzazioni del lavoro, «auspicano una ferma, coerente e determinata azione dell’Assessorato Regionale al Lavoro perché intraprenda tutte le azioni utili all’impiego di preziose risorse prontamente spendibili e per attivare procedure che, recuperando le risorse giacenti nelle casse delle Amministrazioni Provinciali, consentano l’organizzazione dei tirocini formativi, secondo le linee condivise e adottate nel 2012 [Delibera di Giunta Regionale n. 28/8 del 26 giugno 2012, N.d.R.] e recentemente reiterate dall’Assessorato Regionale al Lavoro [Delibera della Giunta Regionale Sarda n. 44/11 del 23 ottobre 2013, N.d.R.]».
In tal senso, la richiesta all’Assessore regionale competente è quella di convocare i responsabili provinciali, entro il prossimo mese di gennaio, «per verificare l’assunzione di decisioni coerenti previste dalle loro competenze e adottare le soluzioni tempestive e improcrastinabili per dare risposte ai giovani disoccupati con disabilità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: fishsardegna@tiscali.it.

Stampa questo articolo