C’è chi prepara, chi serve a tavola e chi assiste lo chef

Sono ben dieci le persone con disabilità intellettiva coinvolte nel Progetto “Ristorazione solidale”, iniziativa che si sta realizzando con ottimi risultati ad Ancona e che prende spunto dal laboratorio di attività culinaria svolto da alcuni giovani presso la locale Società Cooperativa Sociale Centro Papa Giovanni XXIII

Progetto "Ristorazione solidale" - Società Cooperativa Sociale Centro Papa Giovanni XXIII di Ancona

Al lavoro, nell’àmbito del Progetto “Ristorazione solidale” della Società Cooperativa Sociale Centro Papa Giovanni XXIII di Ancona

Il Centro Papa Giovanni XXIII di Ancona è una Società Cooperativa Sociale bene inserita nel tessuto cittadino, che ormai da circa sedici anni gestisce una serie di servizi socio-sanitari per persone con disabilità intellettiva.
Tra i suoi più recenti progetti vi è quello denominato Ristorazione solidale, «nato – come spiegano i responsabili – dall’esigenza di aprirsi ulteriormente al territorio e dalla volontà di dare le giuste risposte alle esigenze individuali delle persone che afferiscono ai nostri centri, due Diurni e due Comunità Residenziali, proponendo al contempo nuovi servizi alla comunità».

In sostanza, l’iniziativa, avviata alla metà del 2012, prende spunto dal laboratorio di attività culinaria che alcuni giovani svolgono presso il Centro marchigiano, nell’àmbito del loro programma educativo individuale. Più in particolare, alcune persone, supportate dai loro educatori, collaborano con uno chef professionista nella preparazione di pasti da asporto o consegnati a domicilio. Nel rispetto poi del principio di sostenibilità ambientale, la maggior parte delle materie prime utilizzate sono acquistate da produttori locali a chilometro zero. Dieci sono in totale le persone con disabilità intellettiva coinvolte e tra di loro vi è chi prepara, chi serve a tavola, chi assiste lo chef in cucina.
«Ristorazione solidale – sottolineano ancora dal Centro Papa Giovanni XXIII – permette di impegnare i ragazzi con le abilità idonee a queste mansioni, creando così un forte stimolo per loro e per gli educatori attraverso la raccolta di risultati tangibili e immediati. La soddisfazione è grande, da parte di tutti, soprattutto perché si realizza la possibilità di “uscire” dalle nostre strutture in una logica di inclusione, trasformandole in luoghi sempre più aperti». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: coordinamento@centropapagiovanni.it.

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