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Il Comune di Roma discrimina e non rispetta le Sentenze

Giovane in carrozzina a fianco di un autobus non accessibileIl Comune di Roma ha discriminato!: si intitolava così, nel marzo del 2012, la nota in cui avevamo riferito, con soddisfazione, di quella Sentenza prodotta dalla Seconda Sezione Civile del Tribunale di Roma, che aveva condannato il Comune della Capitale in base alla Legge 67/06 (Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni), per avere discriminato Gustavo Fraticelli, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni e persona con disabilità in carrozzina, impedendogli, a causa della presenza di barriere architettoniche, di accedere alle fermate degli autobus ubicate in alcune zone del centro storico della Capitale.
Ebbene, ora possiamo anche aggiungere con amarezza che il Comune di Roma non solo discrimina, ma nemmeno applica le Sentenze, a giudicare dalla nuova condanna arrivata questa volta dal Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio, che il 9 gennaio scorso (Sentenza n. 04308/13) ha condannato appunto Roma Capitale, per non avere ottemperato a quel provvedimento del marzo 2012, impiegando cioè circa un anno per eliminare le barriere architettoniche esistenti presso le banchine degli autobus in questione e non avendo poi ancora risarcito il danno non patrimoniale cagionato alla persona con disabilità, così come riconosciuto in sede civile.
Ora, dunque, grazie al ricorso supportato ancora una volta dall’Associazione Coscioni, i Giudici Amministrativi hanno concesso trenta giorni di tempo a Roma Capitale per risarcire il danno cagionato a Fraticelli, stabilendo altresì di nominare «per il caso di perdurante inadempimento dell’Amministrazione resistente oltre il predetto termine di 30 giorni, un Commissario ad acta, nella persona del Prefetto della Provincia di Roma, con facoltà di delega ad un dirigente dell’Ufficio Territoriale del Governo dallo stesso nominato, affinché provveda, in sostituzione dell’Amministrazione, entro il termine di 60 giorni a dare corso al pagamento delle somme dovute al ricorrente, compiendo tutti gli atti necessari, comprese le eventuali modifiche di bilancio, a carico e spese dell’Amministrazione inadempiente».

«Spiace evidenziare il fatto – si legge in una nota dell’Associazione Coscioni – che Roma Capitale, oltre a non rispettare i diritti delle persone disabili e a calpestare leggi e regolamenti in materia di abbattimento delle barriere architettoniche, si spinga fino al punto di non dare esecuzione nemmeno alle Sentenze e alle decisioni della Magistratura».
«Sono contento di questa decisione del TAR – dichiara dal canto suo Fraticelli – ma anche profondamente rammaricato per il ritardo dell’esecuzione della Sentenza. Il Comune di Roma non solo è nell’illegalità quando non permette la libera circolazione di tutti i cittadini, ma lo è di più quando non ha la responsabilità nel rispettare le decisioni dei Tribunali e nel velocizzare la possibilità di vivere una vita indipendente. Il denaro che riceverò, vorrei dirlo, sarà utilizzato per il fondo dedicato a Bruno Tescari, uno dei fondatori della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che dedicò quarant’anni della sua vita ai diritti delle persone con disabilità e alle azioni giudiziarie affinché tutti i Comuni disponessero di un PEBA (Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche».

Non si limitano per altro a questo caso le azioni dell’Associazione Coscioni in àmbito di mobilità delle persone con disabilità. Come infatti sottolinea Alessandro Gerardi, consigliere generale della ONLUS, «grazie a un ricorso da noi presentato per condotta discriminatoria nei confronti di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), a causa della presenza delle barriere architettoniche sul binario numero 12 della Stazione Roma-Ostiense, la stessa RFI si è impegnata entro la fine di ottobre di quest’anno costruire un ascensore, in modo da rendere quel terminal finalmente accessibile a tutti. Inoltre, è pendente presso il Tribunale di Roma un nostro ricorso per condotta discriminatoria contro Roma Capitale e la Società ATAC [Agenzia del Trasporto Autoferrotranviario del Comune di Roma, N.d.R.], a causa della impossibilità per le persone disabili di poter accedere alle principali stazioni della metropolitana».
Secondo Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Coscioni, «anche in tema di disabilità, fatta una buona legge si trova il pessimo inganno. In Italia, infatti, a fronte di una legislazione anche accettabile, le concrete condizioni di vita delle persone con disabilità sono spesso insoddisfacenti e i loro diritti sono calpestati, anziché essere considerati come “diritti di tutte le persone”. Per questo la nostra Associazione ha deciso di offrire tutta l’assistenza e l’aiuto possibili alle persone con disabilità, per difendersi contro le condotte discriminatorie poste in essere sia da privati, che da enti pubblici e pubbliche amministrazioni». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Valentina Stella (addetto stampa Associazione Luca Coscioni), valentina.stella@associazionelucacoscioni.it.