Deve impegnare tutti, la stupenda eredità di Luca

A partire dal mondo della politica, cui si chiede più sostegno ai percorsi di cura e all’assistenza delle persone con esiti di coma, pensando soprattutto al “ritorno a casa” e a un rientro nella società quanto mai complesso. Sta anche in questo l’eredità lasciata dalla vicenda di Luca De Nigris, scomparso sedici anni fa, dopo la quale, a Bologna, l’Associazione degli Amici di Luca fece nascere l’innovativa Casa dei Risvegli a lui dedicata

Luca De Nigris

Una bella immagine del giovane Luca De Nigris, scomparso a sedici anni l’8 gennaio 1998

L’8 gennaio scorso ha coinciso con il sedicesimo anniversario dalla scomparsa di Luca De Nigris, grazie al quale è stata costruita a Bologna la Casa dei Risvegli a lui dedicata, il noto e innovativo centro pubblico di assistenza e ricerca per giovani e adulti con esiti di coma e in stato vegetativo, frutto del proficuo incontro tra l’Azienda USL del capoluogo emiliano e l’Associazione degli Amici di Luca.
Quest’ultima organizzazione nacque proprio allo scopo, prima, di provvedere alle cure di Luca all’estero, divenendo appunto promotrice, in un secondo momento, della Casa dei Risvegli, struttura – com’è ormai ben noto a chi frequenta le pagine del nostro giornale – attiva sin dalla fine del 2004, nell’area dell’Ospedale Bellaria di Bologna, diretta da Roberto Piperno e nella quale la famiglia viene accompagnata nel lungo percorso della riabilitazione e del reinserimento sociale.

L’8 gennaio 1998, dunque, dopo 240 giorni di coma e stato vegetativo, si spegneva nel sonno, a 16 anni, Luca De Nigris. Era entrato in coma dopo un intervento definito all’epoca come “perfettamente riuscito”. Grazie alla solidarietà di tante persone della sua Regione di altre città italiane, Luca aveva avuto la possibilità di recarsi in un centro specializzato a Innsbruck, dove si era risvegliato dal coma. Ma in quella mattina di gennaio, così come improvvisamente era entrato in coma, Luca inaspettatamente non si svegliò.
Da tale sofferta esperienza nacquero la reazione dei genitori e degli amici di Luca, il lavoro con i professionisti dell’Azienda USL di Bologna, un libro, un film e naturalmente le molteplici attività legate dal lavoro a tutto campo dell’Associazione Gli Amici di Luca, che ha come testimonial “storico” l’attore e scrittore Alessandro Bergonzoni: dal numero verde Comaiuto (800998067), alle Guide Famiglia edite da Alberto Perdisa, dal periodico «Gli Amici di Luca Magazine» alla Giornata Nazionale dei Risvegli per la Ricerca sul Coma-Vale la Pena e molto altro ancora, fino alla tradizionale Befana di Solidarietà di inizio gennaio, che anche quest’anno, tra l’altro, ha visto in scena le persone con esiti di coma della Compagnia Gli Amici di Luca, in una rappresentazione teatrale che ancora una volta, davanti a una folta platea di insegnanti, bambini e famiglie, ha dimostrato quanto la normalità e l’integrazione sociale possano essere una felice realtà.

«Tutto questo deriva da Luca stesso – annotano i suoi genitori Maria Vaccari, presidente degli Amici di Luca e Fulvio De Nigris, direttore del Centro Studi per la Ricerca sul Coma, che opera a fianco dell’Associazione – perché Luca, con la sua vicenda e ciò che ne è scaturito, ci ha lasciato una stupenda eredità. Nelle persone, infatti, abbiamo trovato la forza sorprendente delle idee, della passione, della volontà, delle capacità e dell’immaginazione. Abbiamo percepito in questi anni tante volte questa potenza dell’essere umano in chi ci ha accompagnato e ci accompagna in questa impresa, che è un po’ “sfidare il limite” e scoprire che non c’è limite alla forza della volontà e delle idee».
«Luca – dichiarano ancora – ci ricorda quotidianamente il nostro impegno nei confronti delle persone con esiti di coma e delle loro famiglie. Lui è nello sguardo di queste persone, nei loro desideri, nelle loro speranze, in quello che per lui e andato perduto, ma che è ancora possibile da recuperare per chi ogni giorno vive la lunga e difficile battaglia per la ripresa della vita. Noi siamo convinti di questo e del ruolo – nostro come di tanti – di familiari esperti che sostengono nella forza propulsiva dei tanti volontari e nell’impegno degli operatori non sanitari dell’Associazione, l’eccellente lavoro dei professionisti dell’Azienda USL di Bologna».

Una grande eredità, quindi, quella lasciata da Luca De Nigris, che per altro dovrebbe realmente impegnare tutti, a partire dal mondo della politica, come intendono sottolineare con forza Maria Vaccari e Fulvio De Nigris, sin da queste prime settimane del nuovo anno, un anno, tra l’altro, che coinciderà anche con il decennale dalla nascita della Casa dei Risvegli.
«Oggi – affermano infatti – chiediamo alla politica di recuperare una maggiore sensibilità verso questi temi e di non abbassare la guardia sui percorsi di cura e sull’assistenza alle persone con esiti di coma e le loro famiglie, specialmente quando tornano a casa e il rientro nella società riesce alquanto difficoltoso. Anche per questo, con il Comune di Bologna, stiamo lavorando a un progetto che raccolga in un luogo dedicato attività socio-educative e di riabilitazione cognitiva, come ulteriore tassello di un sistema che non abbandoni queste persone nel momento del loro maggior bisogno. Per far questo, ancora una volta, occorrerà l’aiuto di tutti, il sostegno non solo dei privati, singoli cittadini, ma anche del mondo imprenditoriale e di quel mecenatismo che ha a Bologna importanti esponenti e può trovare la sua maggiore espressione anche nel sostegno alle nostre attività». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: amicidiluca@tin.it.

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