Le “regole del sospetto”

Ovvero quelle piccole, ma chiare norme che una trentina d’anni fa l’American Cancer Society aveva stilato, soprattutto per mettere in guardia gli organi d’informazione da chi dicesse di avere scoperto cure miracolose a malattie inguaribili. A richiamarle alla memoria è stato qualche giorno fa Piero Angela e in questi tempi “confusi” anche in questo settore, ben volentieri le riproponiamo ai Lettori

Manifesto dello "Snake Oil" ("Olio di serpente")

Un vecchio manifesto dedicato all’Olio di serpente (“Snake Oil”), che in inglese informale è sinonimo di “rimedio ciarlatanesco”

Avevamo quasi dimenticato quanto aveva pubblicato, circa una trentina d’anni fa, l’American Cancer Society, per mettere in guardia gli organi d’informazione da tutti coloro che dichiarassero di «avere scoperto una cura miracolosa».
Si trattava di una serie di piccole “regole del sospetto”, che qualche giorno fa sono state mirabilmente richiamate alla memoria da Piero Angela, in un’intervista rilasciata all’«Unità».
Ebbene, in questi tempi per lo meno “confusi”, anche in questo settore, ci sembra quanto mai utile e opportuno riportarle ai Lettori.

Da un’intervista rilasciata da Piero Angela all’«Unità» il 21 gennaio 2014:
«Una trentina d’anni fa l’American Cancer Society, per mettere in guardia i giornali, aveva disegnato un identikit di chi dice di aver scoperto la cura miracolosa. Quali sono i tratti principali di questi personaggi? Non appartengono alla comunità scientifica, ma ne sono ai margini o, a volte, fuori del tutto; dicono di avere una cura miracolosa, ma non presentano mai le loro ricerche secondo le regole della scienza; invece di rivolgersi a riviste specializzate, si rivologono a stampa e tv; accusano la comunità scientifica e i “baroni” di avere paura della loro scoperta e di ostacolarla per i loro interessi personali; mobilitano i parenti dei malati; non rivelano in cosa consiste la cura miracolosa; minacciano di andare all’estero perché il loro Paese non li sostiene: infine, trovano nella stampa e nella televisione persone che li aiutano, di solito giornalisti che non hanno competenza in campo scientifico». (S.B.)

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