Cinque minuti per mandare in frantumi il lavoro di mesi

Ovvero quel lavoro che era servito a infondere in un ragazzo sordo profondo la sicurezza e l’autostima necessari a muoversi autonomamente come ogni suo coetaneo. E sono bastati appunto cinque umilianti minuti di incomprensione e insensibilità, all’interno di un autobus, per vanificare quel lavoro

Francisco Goya, "Il sonno della ragione genera mostri", 1797 (particolare)

Francisco Goya, “Il sonno della ragione genera mostri”, 1797 (particolare)

Un noto programma radiofonico RAI si apre regolarmente con la frase: «L’ignoranza fa più male della cattiveria». Beh, come non essere d’accordo con queste parole, leggendo una recente nota pubblicata nella cronaca di Firenze di «QN-Quotidiano Nazionale – La Nazione»?
Protagonista della vicenda è un dodicenne sordo profondo, che porta all’orecchio destro un apparecchio ben visibile e che a causa della sua disabilità si esprime in un italiano assai stentato. Ebbene, qualche giorno fa il ragazzo, al ritorno da scuola, è stato multato su un autobus dell’ATAF (Azienda Trasporti Area Fiorentina), in quanto ritenuto sprovvisto del biglietto, pur essendo egli in possesso del regolare abbonamento annuale. «Presumibilmente non avendo capito cosa gli stesse chiedendo il controllore», hanno riferito i genitori che, di fronte al figlio tornato a casa in lacrime e incapace di raccontare l’accaduto, hanno subito tentato di capire cosa fosse esattamente successo, perplessi anche per il fatto che il verbale riportasse correttamente le generalità del ragazzo, nonostante egli non le sappia ben declinare.
E così, dopo una serie di tentativi andati a vuoto con il numero verde messo a disposizione dall’ATAF, hanno preso contatto sia con le Istituzioni Comunali che con quelle Regionali. A questo punto, la loro intenzione è quella di impegnarsi con ogni strumento a loro disposizione, per non far passare inosservato «questo episodio di insensibilità e scarsa comprensione nei confronti del ragazzo e delle sue evidenti difficoltà». «Al di là della multa – hanno infatti sottolineato – intendiamo fare emergere l’insensibilità dimostrata dal controllore, che ha preferito liquidare nostro figlio con un verbale, umiliandolo di fronte agli altri passeggeri dell’autobus, fra cui alcuni compagni di scuola. Ora il ragazzo, temendo che ricapiti una cosa simile, si rifiuta di prendere l’autobus da solo per tornare a casa alla fine della mattinata e quindi possiamo dire che sono bastati cinque minuti su quell’autobus per mandare in frantumi il lavoro di mesi, che era servito a infondergli la sicurezza e l’autostima per muoversi autonomamente come ogni suo coetaneo».

«L’ignoranza fa più male della cattiveria», scrivevamo all’inizio, ma in questo caso non ci riferiamo solo all’ignoranza di chi ha steso quel verbale, ma anche di quei responsabili di servizi pubblici, che non ritengono quasi mai opportuno istruire e formare i propri operatori, sulla conoscenza delle varie forme di disabilità. (S.B.)

Ringraziamo Gabry Filistrucchi per la segnalazione.

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