Quell’accordo «non è validabile e va annullato»…

Questo è recentemente emerso, rispetto all’accordo che sembrava avere risolto al meglio i problemi di quell’Ambulatorio CEM (Centro Educazione Motoria) di Roma, che segue da anni la riabilitazione di bambini e ragazzi con grave disabilità. E così, nonostante le tante promesse pubbliche, tutto torna in discussione e le famiglie tornano a protestare

Un'immagine dell'Ambulatorio dell'Età Evolutiva del CEM (Centro Educazione Motoria) di Roma i cui utenti e i loro familiari continuano a vivere una situazione estremamente logorante

Un’immagine dell’Ambulatorio dell’Età Evolutiva del CEM (Centro Educazione Motoria) di Roma i cui utenti e i loro familiari continuano a vivere una situazione estremamente logorante

Avevamo senz’altro peccato di ottimismo, nell’estate scorsa, parlando di «felice conclusione» di una vicenda che avevamo seguito per molti mesi. Infatti, alla luce dei più recenti sviluppi, appare tutt’altro che risolta la situazione di quel CEM (Centro Educazione Motoria) di Via Ramazzini a Roma, struttura che da anni segue la riabilitazione di decine di bambini e ragazzi con gravi disabilità, nonostante l’accordo sottoscritto con la Croce Rossa Italiana, in base al quale la struttura avrebbe dovuto essere ceduta in comodato d’uso gratuito per trent’anni all’ASL RM D, con la Regione Lazio a farsi carico della gestione.
A raccontare i fatti di questi ultimi mesi e a soffermarsi sulle attuali prospettive è Sonia Di Lenarda, presidente del Comitato Genitori Ambulatori CEM, impegnato per tanti mesi  a battersi per evitare la chiusura della struttura. «Dopo l’accordo del 2 luglio – spiega -, eravamo rimasti in trepida attesa del Decreto Attuativo di esso che poi effettivamente uscì, il 7 agosto successivo, con la Delibera n. 263 (oggetto: Accordo Attuativo del Protocollo d’intesa stipulato il 2 luglio 2013 con la Regione Lazio e la Croce Rossa Italiana, per il passaggio della gestione del Centro Educazione Motoria di Roma). La notizia ci era stata comunicata direttamente dalla Croce Rossa Italiana, assieme a una lettera nella quale ci veniva anche detto che “tale accordo prevederà il passaggio della gestione del CEM all’Azienda ASL RM D a partire dal 1° settembre 2013. Inizierà così un percorso operativo che vedrà la Croce Rossa Italiana e l’ASL affiancarsi sinergicamente al fine di garantire una continuità assistenziale che assicuri il minimo disagio agli utenti del Centro Educazione Motoria”».

E il 1° settembre cos’è successo?
«Sin da allora le cose non sono state facili perché si sono verificate – e si verificano ancora – situazioni in cui i bimbi dell’Ambulatorio e i ragazzi residenti e diurni hanno vissuto – e vivono – forti disagi. Ad esempio, i bambini hanno dovuto sopportare – e sopportano  tuttora – situazioni di promiscuità con adulti utenti di un servizio ASL, venendo disturbati da rumori durante le terapie in corso. Inoltre, ai ragazzi residenti è stata tolta la mensa interna e affidata a un catering con conseguenti problemi logistici e vivande non sempre adeguate alle persone con disabilità gravissima. E così, il 26 settembre abbiamo dovuto inoltrare una diffida dall’operare un trasloco dell’Ambulatorio in locali non meglio identificati e rispetto ai quali avevamo il forte dubbio che fossero adeguati per ospitare una struttura di questo genere, con un’utenza composta da bambini».

Si è quindi arrivati alla fine dell’anno…
«Esattamente. Il 31 dicembre, infatti, avrebbe dovuto concludersi il passaggio del CEM all’ASL RM D e invece il 18 dicembre è emerso dal Tavolo Tecnico di Verifica tra la Regione Lazio e i rappresentanti del Ministero dell’Economia e delle Finanze e delle altre Regioni, che l’accordo di luglio scorso “non è validabile e va annullato”. Il 1° gennaio, quindi, il contratto agli operatori con la Croce Rossa Italiana è stato prorogato di un mese, fino a quando, il 29 gennaio, gli operatori stessi hanno avviato l’occupazione della Direzione Sanitaria del CEM, iniziativa cui il giorno successivo abbiamo partecipato in massa anche noi genitori. Nello stesso giorno, inoltre, il nostro Comitato si è fatto portavoce di una diffida sostenuta da tutti i genitori del CEM e inviata ai vertici della Regione Lazio, della Croce Rosse Italiana e dell’ASL RM D. Il 1° febbraio, infine, abbiamo appreso – da una articolo in rete – che la Croce Rossa Italiana ha prorogato il contratto degli operatori fino al 31 marzo.
È quasi superfluo, a questo punto, sottolineare come la situazione sia diventata ormai paradossale ed estremamente logorante, sia per gli utenti che per i familiari. In pratica, ci sentiamo “ostaggi e strumenti” in un meccanismo di sola evidenza economica».

Eppure, come avevamo via via raccontato ai Lettori, non era certo mancata, nei primi mesi dello scorso anno, una vera e propria “sfilata”, all’insegna delle rassicurazioni, da parte di rappresentanti del mondo politico e di amministratori…
«Certo, eravamo consapevoli che in campagna elettorale il nostro problema sarebbe stato un buon “bocconcino” per tutti i politici coinvolti, ma il vero disgusto è arrivato dopo, alla fine di dicembre, quando abbiamo appreso che l’accordo di luglio era stato annullato dal Comitato di Verifica del Ministero dell’Economia e delle Finanze, a causa di diverbi tecnici, amministrativi e giuridici. E ora la sensazione di essere stati soltanto “usati” per fini diversi, ci pervade e ci inquieta».

Come pensate di muovervi ora?
«I familiari di tutti gli utenti del Centro faranno fronte comune a oltranza e la citata diffida che abbiamo inviato il 30 gennaio ne è stata un’importante testimonianza tangibile. In ottemperanza poi alle vigenti normative, siamo pronti a segnalare eventuali danni e/o disagi all’utenza e alle famiglie stesse, relazionando i fatti alla Procura di Roma». (Stefano Borgato)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti, oltreché per accedere ai documenti originali citati nel presente servizio: sonia.comitatogenitori@gmail.com.

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