Epatite C: un’indagine sull’accesso alle nuove terapie

Sarà quella che verrà presentata il 6 febbraio a Roma da Cittadinanzattiva, organizzazione da tempo impegnata in questo settore a monitorare e a denunciare tutti gli eventuali impedimenti nei quali i pazienti si imbattono, in alcune Regioni del nostro Paese, per accedere tempestivamente alle nuove terapie farmacologiche in uso per l’epatite C

Tonino Aceti

Tonino Aceti, responsabile del CnAMC (Coordinamento nazionale delle Associazioni di Malati Cronici) di Cittadinanzattiva

È ben noto l’impegno di Cittadinanzattiva per far sì che in tutte le Regioni del nostro Paese le persone affette da epatite C possano avere accesso alle più recenti terapie farmacologiche, come gli inibitori della proteasi.
Nei primi mesi dello scorso anno, ad esempio, in una nota congiunta con l’Associazione EpaC, proprio Cittadinanzattiva aveva chiesto che le Regioni ancora inadempienti attivassero immediatamente ogni procedura amministrativa atta a garantire l’accesso tempestivo da parte dei pazienti alle nuove terapie, e che il Ministero della Salute, nella sua funzione di garante dell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, intervenisse subito su quelle stesse Regioni inadempienti. «Intanto – avevano dichiarato i responsabili delle due organizzazioni – l’impegno delle nostre Associazioni sarà di continuare a monitorare e denunciare tutti gli impedimenti che i pazienti incontreranno, istituendo un Osservatorio Permanente».

Ebbene, quell’impegno a «monitorare e denunciare» si è concretizzato oggi in un’Indagine civica sull’accesso delle Regioni alle nuove terapie farmacologiche per il trattamento dell’epatite C, di cui è imminente la presentazione, prevista per giovedì 6 febbraio a Roma (Sala della Mercede di Palazzo Marini, Camera dei Deputati, Via della Mercede, 55, ore 10-13), evento promosso da Cittadinanzattiva anch’esso in collaborazione con l’Associazione EpaC. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: cnamc@cittadinanzattiva.it.

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