Fisco e giustizia sociale: le strade da percorrere

Un’attenzione ben più alta per il Terzo Settore e spazi di partecipazione che garantiscano una reale giustizia sociale: questo, secondo il Forum Nazionale del Terzo Settore, dovrà fare innanzitutto il Governo, se vorrà riformulare il sistema fiscale in direzione di una maggiore giustizia sociale e della crescita economica del Paese, in base a criteri di equità e trasparenza

Votazione alla Camera della Delega Fiscale, febbraio 2014

I numeri (309 voti favorevoli, nessuno contrario e 99 astenuti), con cui la Camera ha approvato la Delega Fiscale

«Vengono considerati scarsamente il Terzo Settore e i numeri che esso produce. Aspettiamo dunque il Governo alla prova dei Decreti Delegati»: è questo il primo commento di Pietro Barbieri, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, dopo l’approvazione alla Camera della Delega Fiscale, che autorizza il Governo a riscrivere il sistema fiscale, «per renderlo – come è stato scritto – più equo, trasparente e orientato alla crescita e senza nuovi oneri per lo Stato». Il Governo avrà ora un anno di tempo per presentare i relativi Decreti Delegati.

«Giudichiamo bene – dichiara poi Barbieri – la revisione del catasto degli immobili, la previsione di un regime fiscale agevolato per la messa in sicurezza e la riqualificazione degli edifici, così come i diversi strumenti per combattere l’evasione fiscale, e tuttavia occorre porre attenzione agli interventi di razionalizzazione circa la revisione delle deduzioni/detrazioni fiscali. Infatti, delle numerosissime forme che ne esistono, va fatto sì un riordino, ma senza che a pagarne siano i cittadini più vulnerabili, vessati da iniqui carichi fiscali».
«Allo stesso modo – prosegue il Portavoce del Forum – andrebbe tenuto in debito conto il mondo del Terzo Settore e la meritorietà delle attività che svolge, a partire da una riformulazione dell’IMU che non equipari più il non profit alle attività commerciali, ovvero una mensa sociale a un ristorante di lusso! Vediamo per altro che è finalmente presente un articolo che definisce la delega alla stabilizzazione e alla razionalizzazione del 5 per mille, ma ci auguriamo che venga fatto tesoro anche della recente Sentenza della Corte dei Conti* e dei rilievi che essa ha sollevato. Dopo la forte impressione negativa suscitata dalla recente approvazione delle nuove norme sul finanziamento ai partiti, ritenuti fiscalmente preferiti rispetto al non profit, chiediamo dunque con fermezza che non si continui su questa strada sbagliata e poco rispettosa del sentimento dei cittadini».

«Invitiamo il Governo – conclude Barbieri – a “non chiudersi nel Palazzo” e in quest’anno in cui dovrà riformulare il sistema fiscale in direzione di una maggiore giustizia sociale e della crescita economica del Paese, secondo criteri di equità e trasparenza, chiediamo luoghi partecipati e Tavoli, ai quali possano sedere anche le nostre rappresentanze, per garantire maggiore equità sugli interventi di natura fiscale. Il Terzo Settore – stretto tra imprese e lavoro – rifiuta l’immagine comoda e ingannevole di “soggetto fragile” o portatore di chissà quali forme di erosione fiscale: proprio per questo chiediamo di essere coinvolti nella riscrittura delle nuove regole fiscali. Apprezziamo infatti la voglia di fare tanto e in tempi brevi per risanare il nostro Paese, ma confidiamo anche che il presidente del Consiglio Renzi sappia impostare questa importante riforma nei tempi necessari e con il giusto grado di equità e partecipazione». (A.M. e S.B.)

*Ci si riferisce alla recente Deliberazione n. 14/2013/G della Corte dei Conti, nella quale quest’ultima ha proposto una serie di soluzioni volte a sottolineare l’esigenza della stabilizzazione dell’istituto del 5 per mille e quindi l’interruzione del carattere sperimentale, accompagnata dall’abrogazione del tetto fissato dalla Legge di Stabilità per il 2014 in 400 milioni di euro (se ne legga già anche nel nostro giornale).

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: stampa@forumterzosettore.it.

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