Per dare una svolta al sistema dei servizi nel Lazio

Durante un seminario in programma per il 24 marzo presso l’Opera Don Calabria di Roma, si approfondirà il tema del Budget di Salute, ovvero di quel modello grazie al quale si potrebbe forse dare una svolta reale al sistema dei servizi nel Lazio, arrivando finalmente – e non solo a parole – all’integrazione sociosanitaria, basata su progetti di vita personalizzati

Giovane donna con disabilità alla finestra insieme a un amicoNel giugno dello scorso anno, durante il convegno in Campidoglio a Roma, intitolato Una proposta di cambiamento delle politiche per la disabilità nel Lazio: Dal supermercato delle prestazioni al Budget di Salute. Ovvero: da pazienti/assistiti a coproduttori del proprio bene-essere – a suo tempo ampiamente presentato nel nostro giornale – l’Opera Don Calabria di Roma – che quell’incontro organizzò, con la collaborazione del FORUM – Disabilità-Formazione-Lavoro – presentò, grazie al contributo di alcuni autorevoli relatori, un modello organizzativo-gestionale per assicurare alle persone con disabilità la possibilità di disporre di risorse umane, professionali ed economiche capaci di garantire o restituire loro la libertà di avere gli stessi diritti degli altri, come previsto dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.

«Quel modello – sottolinea Fausto Giancaterina, consulente dell’Opera Don Calabria – si chiama Budget di Salute, una delle più avanzate elaborazioni e applicazioni in tema di integrazione sociosanitaria in Italia e quel convegno – cui parteciparono il sindaco di Roma Ignazio Marino, il consigliere regionale Cristian Carrara, in rappresentanza del presidente Nicola Zingaretti e Pietro Barbieri, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), con un videomessaggio di consenso – suscitò notevole attenzione, tanto da portare a una proposta concreta alla Regione Lazio, per far sì che prendesse in considerazione la possibilità di adottare per i propri servizi territoriali proprio questo modello operativo, già operante nella Regione Campania e nella Regione Friuli Venezia Giulia».
Ebbene, il suggerimento venne accolto, in quanto la Regione Lazio ha inserito oggi – nella sua Proposta di Legge relativa al proprio Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali – un articolo (il 51) esplicitamente intitolato Presa in carico integrata della persona e Budget di Salute.

«La cosa – prosegue Giancaterina – si presenta molto interessante poiché, per la prima volta, si cerca di avviare un diverso approccio allo stretto e sinergico intreccio tra iniziativa pubblica e risorse comunitarie, ossia tra operatori sanitari, sociali e del terzo settore, insieme agli utenti e ai familiari. Si presenta, quindi, la possibilità di realizzare anche nel Lazio, un “sistema di tutela e promozione del benessere delle persone e delle comunità locali attraverso l’adozione di un  modello integrato di salute con  riferimento al welfare di prossimità e generativo”. Più nel dettaglio, le aree sulle quali con il Budget di Salute vengono proposti gli effettivi percorsi abilitativi/riabilitativi (attraverso la definizione di un progetto di vita personalizzato), sono caratterizzate dall’inscindibilità degli interventi sanitari e sociali e corrispondono, al tempo stesso, ai principali determinanti sociali della salute e ai diritti di cittadinanza costituzionalmente garantiti, vale a dire l’apprendimento/espressività, la formazione/lavoro, la casa/habitat sociale e l’affettività/socialità».

D’intesa quindi con l’Assessorato alle Politiche Sociali e allo Sport della Regione Lazio e con l’Assessorato alle Politiche di Sostegno Sociale, Sussidiarietà e Promozione della Salute di Roma Capitale, ancora l’Opera Don Calabria propone, per lunedì 24 marzo (Centro Convegni F.I.L.O., Opera Don Calabria, Via G. Soria, 13, ore 9.30), l’incontro denominato Riprendiamo il cammino delle idee! Il Budget di Salute: seminario di studio e di approfondimento del modello e degli strumenti di applicazione.
Dopo i saluti di fratel Giuseppe Brunelli, direttore dell’Opera Don Calabria di Roma, l’introduzione sarà affidata allo stesso Fausto Giancaterina, seguito dagli interventi di Fabrizio Starace, direttore del Dipartimento di Salute Mentale Dipendenze Patologiche dell’Azienda USL di Modena (Il Budget di Salute per l’integrazione sociosanitaria) e di Antonio Verrengia, assistente sociale dell’Unità Operativa Complessa Tutela della Salute in Carcere dell’ASL di Caserta (Il progetto di vita personalizzato sostenuto dal Budget di Salute – Racconto di una esperienza attuativa).
Parteciperanno quindi Pietro Barbieri, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), Erica Battaglia, presidente della Commissione Politiche Sociali di Roma Capitale, Maria Teresa Petrangolini, consigliere regionale, componente della Commissione Politiche Sociali e Salute, Rodolfo Lena, presidente della VII Commissione Politiche Sociali e Salute della Regione Lazio, Rita Cutini, assessore alle Politiche di Sostegno Sociale, alla Sussidiarietà e alla Promozione della Salute di Roma Capitale e Rita Visini, assessore alle Politiche Sociali e allo Sport della Regione Lazio.

«Credo – annota in conclusione Giancaterina – che possiamo dare un grande contributo per una svolta al sistema dei servizi nel Lazio e occorre certamente percorrere questa possibile traccia di cambiamento. Diversamente continueremo ad arrovellarci tra bisogni, risorse e sistemi organizzativi, senza mai trovare il bandolo della matassa che, a mio avviso, richiede un coraggioso cambiamento di mentalità: i “professionisti della solidarietà” (specie quelli delle professioni forti come quelle mediche!) fin dove sono disposti a cedere potere e a condividerlo con altri, per risolvere problemi che per loro natura sono complessi e multidimensionali, poiché “trattano” vite in continua evoluzione esistenziale? E i politici sono disposti a fare altrettanto, coordinando finalmente le loro decisioni, cercando di attuare programmi strutturali di lungo termine e non di immediato ritorno di immagine? Forse risiedono proprio qui gli ostacoli al cambiamento, primo fra tutti la tanto osannata integrazione sociosanitaria da tutti voluta, ma da nessuno concretamente avviata!». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Daniela Di Maggio (info@operadoncalabria.it).

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