L’arte di Żmijewski e la disabilità

Il 5 aprile a Roma, all’interno del Terzo Incontro del Congresso Mondiale per la Libertà di Ricerca Scientifica, si potranno vedere tre video centrati su Artur Żmijewski, uno degli artisti più importanti del panorama polacco degli ultimi anni, che ne metteranno in luce le profonde riflessioni sui traumi e le disabilità

Fermo-immagine tratto dal video "Blindly"

Un fermo-immagine tratto dal video “Blindly”, dedicato all’arte di Artur Żmijewski e alle persone non vedenti

Protagonista di alcuni dei maggiori eventi internazionali (Biennale di Venezia, Documenta a Kassel e Manifesta), Artur Żmijewski, che ha animato mostre prestigiose tra cui le personali al Moderna Museet di Stoccolma, alla Kunsthalle di Basilea e al MOMA di New York, è certamente uno degli artisti più importanti del panorama polacco degli ultimi anni e nei prossimi giorni esporrà tre sue opere all’interno del Terzo Incontro del Congresso Mondiale per la Libertà di Ricerca Scientifica, in programma a Roma dal 4 al 6 aprile, che vede tra i principali promotori l’Associazione Luca Coscioni.
Inoltre, ne saranno proiettati tre video, sabato 5 aprile (Piccolo Protomoteca del Campidoglio, ore 19- 20), che mettono in luce la profonda riflessione di Żmijewski sui traumi e le disabilità, facendo emergere allo stesso tempo la bellezza del corpo umano.

Si tratta esattamente di En eye for an eye, che presenta persone con parti del corpo amputate in compagnia di una persona in salute, portando a “creature ibride”, esseri con un numero dispari di arti, di Blindly, ove si esplora il comportamento di un gruppo di ciechi nella realizzazione di dipinti, sia autoritratti che paesaggi e di Singing Lesson 1, che vede un coro di bimbi non udenti impegnarti con il Kyrie della Messa polacca di Jan Maklakiewicz. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Valentina Stella (addetto stampa Associazione Luca Coscioni), valentina.stella@associazionelucacoscioni.it.

Stampa questo articolo