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Dove sono finiti i soldi per l’integrazione scolastica?

Classe scolasticaDove sono finiti i soldi per il sostegno alle attività di integrazione scolastica degli alunni con disabilità? A chiederlo nelle scorse settimane, con una formale interrogazione al Ministro dell’Istruzione, era stata la deputata Laura Coccia, dopo avere svolto un’attenta ricerca sulla normativa di riferimento, a partire dalla Legge Quadro 104/92, passando per gli stanziamenti stabiliti dalla Legge 69/00 (Interventi finanziari per il potenziamento e la qualificazione dell’offerta di integrazione scolastica degli alunni con handicap) – fondo confluito successivamente in quelli previsti dalla Legge 440/97, di sostegno all’autonomia scolastica – e arrivando all’articolo 7 del Decreto Legge 95/12 (convertito con modifiche nella Legge 135/12), che aveva in pratica cambiato la citata Legge 440/97, facendo confluire i fondi per l’arricchimento dell’offerta formativa delle scuole nel capitolo di bilancio del Ministero dell’Istruzione destinato al funzionamento delle istituzioni scolastiche.
E tuttavia, aveva scritto Coccia nella propria Interrogazione, «tale norma nulla dice circa i fondi della Legge 69/00 che è una norma speciale, la quale fissa un preciso vincolo di destinazione e che non può essere abrogata da una norma generale. Inoltre, nulla risulta innovato per quanto concerne la Legge 104/92 e i fondi da essa destinati agli alunni con disabilità e agli interventi ad essi collegati». «Ciononostante -aveva concluso la Deputata – nel bilancio del Ministero, negli anni 2012 e 2013, non compaiono più detti fondi rivenienti dalla Legge 69/00 né dalla Legge 104/1992 e non si rilevano corrispondenti voci di bilancio relative alle finalità sopraddette. Per quali motivi, dunque, con un mero atto amministrativo, sono stati cancellati dal bilancio fondi fissati per legge, a tutela del diritto costituzionalmente garantito all’integrazione scolastica degli alunni con disabilità? E soprattutto, cosa intende fare il Ministro per ripristinare tali fondi per i quali la legge prevede un preciso vincolo di destinazione?».

Qualche giorno fa la risposta è arrivata, da parte del sottosegretario all’Istruzione Roberto Reggi e di seguito ne riportiamo i passaggi principali: «Ricordo che la legge n. 69 del 2000, come è stato sottolineato anche nell’interrogazione, ha previsto l’incremento del fondo di cui alla legge n. 440 del 1997, per interventi destinati al potenziamento e alla qualificazione dell’offerta di integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Tra l’esercizio finanziario 2000 e quello corrente il legislatore ha però adottato numerosi interventi tesi al contenimento della spesa pubblica. In particolare, in conseguenza di tali interventi, l’autorizzazione di spesa di cui alla citata legge n. 440 si è ridotta dagli originali 155 milioni di euro a circa 80 milioni attualmente iscritti in bilancio. Nel contempo il legislatore ha altresì ritenuto di vincolare parte della predetta autorizzazione, a tutti i vincoli di spesa su tali risorse e di rispettare la destinazione prevalente al miglioramento dell’offerta formativa. [Questa cosa] non è stata dunque legata all’adozione di atti amministrativi ma è stata dovuta a specifiche disposizioni di legge, ancorché da me non condivise».

Laura Coccia

La deputata Laura Coccia

Informando poi dell’impegno assunto dal ministro Stefania Giannini a ripristinare il Fondo MOS (Miglioramento dell’Offerta Formativa), con dotazioni superiori al miliardo di euro, il sottosegretario Reggi ha concluso così la propria risposta all’Interrogazione: «Posso confermare che la tutela degli alunni con disabilità e delle loro famiglie e la valorizzazione degli insegnanti di sostegno è una priorità che il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca intende perseguire dando seguito al Decreto Legge n. 104 del 2013 che ha già varato un piano triennale per l’incremento della dotazione organica di diritto dei posti di sostegno per 26.684 unità. La creazione di un organico funzionale del personale docente potrà altresì contribuire ad affrontare il tema del sostegno e dell’integrazione, assicurando continuità didattica e formazione specifica per le diverse disabilità ai fini della creazione di una scuola aperta, che sia vicina alla disabilità anche nel senso di contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico dovuto alla malattia e all’ospedalizzazione [grassetti nostri nelle citazioni, N.d.R.]».

«Mi sono dichiarata parzialmente soddisfatta – commenta Laura Coccia – perché la Ministra ha preso un impegno formale per il futuro. La situazione, però, è assolutamente allarmante; questi fondi, infatti, sono fondamentali per garantire la piena attuazione delle leggi citate nella mia Interrogazione, per perseguire la piena integrazione degli alunni con diversa abilità. È un obiettivo ambizioso, ma è una sfida che dobbiamo assolutamente vincere. Non ce lo chiede l’Europa, ce lo chiedono le nostre stesse leggi, che sono all’avanguardia e possono essere fari per tutto il resto del mondo; dobbiamo però dimostrare che la loro attuazione non è utopia. Attraverso l’integrazione degli alunni disabili possiamo insegnare a tutti gli altri componenti delle classi delle nostre scuole che la diversità può essere un elemento aggiuntivo e non un ostacolo davanti al quale fuggire. Le leggi ci sono, mettiamo le giuste risorse per attuarle, l’istruzione passa anche attraverso l’integrazione».

Nemmeno Salvatore Nocera, già vicepresidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), si dichiara soddisfatto della risposta arrivata dal Ministero, «poiché – sottolinea – se è vero che le leggi recenti hanno ridotto il fondo della Legge 440/97, è pur vero che i fondi per l’integrazione scolastica erano confluiti nel fondo di quella norma con un preciso vincolo di destinazione, che invece nel bilancio del Ministero è poi scomparso».
«Vedremo comunque ora – conclude Nocera – come verrà data attuazione alla Legge 128/13 per la parte concernente la disabilità». Il riferimento è alla norma che ha convertito il Decreto Legge 104/13, citato anche dal sottosegretario Reggi e noto come “Decreto Scuola”, a suo tempo ampiamente commentato per il nostro giornale dallo stesso Nocera. (Stefano Borgato)