Non si può tagliare il diritto alla salute

Sarà un «durissimo colpo al diritto alla salute dei cittadini», secondo il Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva, proprio oggi, che è l’VIII Giornata Europea dei Diritti del Malato, se il Governo confermerà i preannunciati tagli alla Sanità, sui quali esprime forte contrarietà anche SOS Sanità, iniziativa nata nel 2009, con un appello basato su un preciso messaggio: «La salute è un diritto: non tagliare, spendere meglio!»

Mano che taglia delle banconote di euro con una forbice«Se il Governo approverà, con la Manovra in discussione oggi al Consiglio dei Ministri, i quasi 4 miliardi di euro di tagli lineari al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) nel triennio 2014-2016, sarà davvero drammatico, perché infliggerà un colpo durissimo al diritto alla salute dei cittadini, facendolo per di più proprio nel giorno in cui ricorre la Giornata Europea dei Diritti del Malato».
Lo dichiara Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva, in una nota diffusa appunto oggi, 18 aprile, che è l’VIII Giornata Europea dei Diritti del Malato, durante la quale, in circa settanta città italiane, lo stesso Tribunale per i Diritti del Malato promuove attività di ascolto dei cittadini e di informazione sui loro diritti.
«In questo modo – aggiunge Aceti – il Governo espliciterebbe la propria volontà di scaricare ancora una volta sulle tasche delle famiglie italiane il costo dell’assistenza socio-sanitaria pubblica, nonché di smantellare il Servizio Sanitario Pubblico, che al contrario i cittadini considerano un bene comune da proteggere e rilanciare, perché garanzia della coesione sociale del nostro Paese e volàno per la crescita economica nazionale».
«Il Governo dunque – conclude il coordinatore del Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva – dimostri concretamente di tenere alla salute dei cittadini, non sottraendo ancora una volta risorse pubbliche al Servizio Sanitario Pubblico, e al contrario mettendo in campo azioni che mirino a garantire l’effettività dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e quindi il diritto alla salute sancito dalla Costituzione».

Forte contrarietà per gli annunciati tagli alla Sanità viene espressa anche da SOS Sanità, iniziativa nata nel 2009 come appello firmato da migliaia di persone impegnate a vario titolo nelle politiche sociali e sanitarie, da operatori dei servizi e da tanti cittadini.
«È positivo – si legge infatti in una nota di tale organismo – ridurre la pressione fiscale su cittadini e imprese, ma ciò non può essere finanziato con risorse che servono a curare le persone. Milioni di italiani già oggi rinunciano a prestazioni sanitarie e spesso a causa dei ticket. Il Decreto Legge sulla spending review, che accompagna il DEF [Documento di Economia e Finanza, N.d.R.], colpisce duro: riduzione lineare del finanziamento al Servizio Sanitario Nazionale, di 868 milioni nel 2014 e di 1,508 milioni a decorrere dal 2015. Complessivamente, dunque, tagli per 4 miliardi nel triennio del nuovo Patto della Salute (2014-2016) e quello di un miliardo e mezzo resta un taglio strutturale che si aggiunge a quelli pesantissimi delle manovre dei Governi Berlusconi e Monti».
«La bozza di Decreto del Governo – entra poi nel dettaglio SOS Sanità – prevede tetti di spesa su farmaceutica, standard  ospedalieri, acquisto di beni e servizi e specialistica convenzionata, con facoltà delle Regioni di tagliare “altrove”. E in ogni caso, nonostante gli annunci del ministro Lorenzin, i “risparmi” non restano nel sistema sanitario. Per evitare equivoci, infatti, si taglia alla “fonte” il finanziamento. Ed è inutile, oltreché poco serio, dire che sono “tagli selettivi” conseguiti colpendo sprechi, perché sappiamo che i tagli al finanziamento sono per “natura” lineari, avvenendo cioè prima di aver conseguito eventuali risparmi. Senza mai dimenticare che a livello internazionale il Finanziamento al nostro Servizio Sanitario Nazionale risulta al di sotto della media dei più importanti Paesi».
«Non c’è dubbio – conclude il comunicato – che una revisione della spesa pubblica sia doverosa, colpendo gli sprechi e la spesa inappropriata, oltreché lottando contro la corruzione. Ma ciò deve servire a liberare risorse indispensabili, da far restare nel Servizio Sanitario Nazionale, per dare migliori servizi ai cittadini ed eliminare i ticket. Anche al Governo Renzi, pertanto, rivolgiamo l’appello da cui è nata la stessa iniziativa SOS Sanità: “La salute è un diritto: non tagliare, spendere meglio!”. In altre parole, la spesa sanitaria e sociale deve diventare un grande investimento, perché fa bene ai cittadini e all’economia». (S.B.)

Secondo notizie dell’ultimissima ora, per altro, il presidente del Consiglio Renzi avrebbe rassicurato il ministro della Salute Lorenzin sul fatto che non ci saranno tagli alla Sanità. A ore se ne saprà di più.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti:
– cnamc@cittadinanzattiva.it
– info@sossanita.it

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