Le famiglie di Reggio Calabria pronte alla protesta

Di fronte infatti alla prossima, drammatica prospettiva di chiusura di una serie di servizi rivolti alle persone con disabilità – a causa dei mancati pagamenti nei confronti delle organizzazioni di Terzo Settore che quei servizi svolgono – le famiglie di un Centro Diurno di Reggio Calabria sono pronte, insieme alle persone con disabilità in esso ospitate, ad «azioni dimostrative eclatanti», se la questione non verrà concretamente risolta

In primo piano ruota di carrozzina, sullo sfondo altre persone con disabilità che protestanoNel caso il problema non si dovesse risolvere, «saranno le famiglie delle persone con disabilità, insieme a queste ultime, a mettere in campo azioni dimostrative eclatanti, per porre fine a questi abusi, che oltre a recare un danno psicologico ai giovani che frequentano il Centro, portano scompiglio in coloro che già la vita ha sufficientemente scompigliato!».
Lo dichiarano in un comunicato, senza troppi giri di parole, le trenta famiglie dei giovani con disabilità ospitati per cinque giorni alla settimana (dalle 9 alle 15) nel Centro Diurno di Catona, a Reggio Calabria, di fronte all’ormai imminente prospettiva che dal 28 aprile prossimo, come avevamo ampiamente riferito nei giorni scorsi, riprendendo una nota del Forum del Terzo Settore Reggino, vengano sospesi una serie di servizi forniti per conto del Comune dalle stesse organizzazioni di Terzo Settore, a causa della perdurante mancanza di risposte sui pagamenti e di garanzie per il futuro.

«Dopo avere messo in ginocchio migliaia di reggini con il gravoso aumento di tasse per servizi inesistenti – sottolinea Sabina Berretta, rappresentante delle decine di famiglie coinvolte, oltreché reggente per la Calabria del Coordinamento Nazionale Famiglie di Disabili Gravi e Gravissimi – il Comune di Reggio Calabria continua la sua “corsa al massacro”, colpendo ancora una volta i disabili e le loro famiglie attraverso la mancata erogazione dei crediti al Terzo Settore il quale, fra le tante competenze, garantisce anche il servizio presso i Centri Diurni per giovani disabili adulti».
«Le nostre famiglie – prosegue Berretta – si dichiarano dunque solidali con l’Associazione appaltante [l’Associazione Piccola Opera Papa Giovanni, N.d.R.] e indignate per l’ennesimo abuso, chiedono alla Terna Commissariale* perché si adoperi in tempi brevissimi a liquidare le somme dovute, così da consentire alla Piccola Opera una serena continuità del servizio stesso».
Se ciò quindi non succederà, come detto inizialmente, si darà luogo a dure manifestazioni di protesta, per dare la maggiore visibilità possibile alla drammatica situazione.

Sfidiamo chiunque, a questo punto, a non solidarizzare con la protesta di questi cittadini di Reggio Calabria, ricordando anche la risposta data informalmente qualche settimana fa dalla Struttura Commissariale della città, ai rappresentanti del Forum del Terzo Settore locale e del Sindacato CISL FP (Funzione Pubblica), ovvero che «i servizi verso i più deboli e fragili non rientrerebbero tra quelli considerati “essenziali”». (S.B.)

*Per “Terna Commissariale” di Reggio Calabria, si intendono i tre Commissari nominati dall’allora ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, per gestire il Comune reggino dopo lo scioglimento dovuto a contiguità mafiose.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: sabinaberretta@virgilio.it.

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