Liberi insieme

Si chiama così il Progetto di Missione della UILDM di Monza (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), che verrà presentato il 6 maggio nella città brianzola. L’obiettivo è quello di rendere fattibile un progetto di autonomia e relazione, non sempre proprio facile, per persone con malattie neuromuscolari, sia a causa dei gravi impedimenti fisici che della cosiddetta “trappola degli affetti”

Componenti della UILDM di Monza

Un gruppo di componenti della UILDM di Monza (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare)

Si chiama Liberi insieme ed è un Progetto di Missione della UILDM “Giovanni Bergna” di Monza (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), che viene presentato come «iniziativa voluta allo scopo di rendere attuabile un desiderio di autonomia e relazione che apra una prospettiva di Libertà».
«Liberi insieme – spiegano dalla UILDM di Monza – nasce nel contesto delle nostre attività di Missione Help Line e tra gli obiettivi di assistenza alle persone con disabilità e alle famiglie, spicca proprio quello di rendere fattibile l’esigenza di autonomia. Nel caso infatti di persone affette da malattie neuromuscolari, ciò è spesso ostacolato da una situazione di dipendenza, derivante da una situazione di gravi impedimenti fisici, che rende dunque assai difficile un progetto di autonomia di vita».

Liberi insieme si sviluppa lungo due direttrici fondamentali, vale a dire da una parte l’assistenza a domicilio, dall’altra quella ricreativa e culturale all’esterno del domicilio e la UILDM brianzola ha coinvolto una Cooperativa di Assistenza e Sostegno con personale addestrato ad hoc presso il Centro Clinico NEMO (NEuroMuscular Omnicentre) di Milano. Inoltre, l’iniziativa viene sostenuta finanziariamente dalla Fondazione di Monza e della Brianza.
«Il contesto in cui si svolge il progetto – sottolineano ancora dalla UILDM di Monza – non è semplice e incontra parecchie difficoltà, soprattutto di ordine fisico (indisposizioni, malori), ma anche di ordine psicologico. Infatti, come bene ha evidenziato a suo tempo la scrittrice Clara Sereni, spesso i figli – e noi aggiungiamo anche i genitori – sono vittime di quella che la stessa Sereni chiama “trappola degli affetti”, mettendo in guardia i genitori dal pericolo di cadere vittime di un legame claustrofobico. Frequentemente, infatti, questo legame non permette ai figli di godere liberamente dei loro spazi di autonomia. Liberi insieme vuole dunque insegnarci che l’autonomia è un bene e un diritto irrinunciabile, anche se spesso mette a nudo vincoli non previsti. Si tratta pertanto di un progetto importante e stimolante, che può arricchire tutti, sia gli a“assistiti” che gli operatori».

La presentazione ufficiale è in programma per martedì 6 maggio, presso la Casa del Volontariato di Monza (Via Correggio, 59, ore 14.30), nel corso di un incontro che sarà coordinato da Franco Bomprezzi, direttore responsabile del nostro giornale, oltreché presidente della LEDHA, la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, che costituisce la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). (S.B.)

Ringraziamo per la segnalazione Crizia Narduzzo dell’Ufficio Stampa Nazionale UILDM.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: uildm@uildmmonza.it.

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