La Regione Marche lancia un censimento delle barriere

Va certamente accolta con favore la Delibera approvata dalla Giunta Regionale delle Marche, tramite la quale si intende – finalmente – attuare un censimento degli edifici pubblici o aperti al pubblico, per verificare il rispetto delle norme che prevedono l’abbattimento delle barriere architettoniche. Un prezioso lavoro di ricognizione, dunque, al quale si auspica seguano poi le necessarie azioni concrete

Uomo in carrozzina non può entrare in edificio a causa dei gradiniVa certamente accolta con favore – anche alla luce di quanto è stato detto e scritto negli ultimi anni, su queste stesse pagine, rispetto ai problemi di accessibilità presenti in questo territorio – l’iniziativa dalla Regione Marche di voler avviare – finalmente – un censimento degli edifici pubblici o aperti al pubblico, per verificare il rispetto delle norme che prevedono l’abbattimento delle barriere architettoniche.
In tal senso è stata approvata il 12 maggio scorso la specifica Delibera di Giunta 537/14 (L.R. 27 aprile 1990, n. 52. Abbattimento delle barriere architettoniche in edifici pubblici o privati aperti al pubblico. Avvio fase di ricognizione per l’acquisizione dello stato di fatto).
«Lo strumento – si legge in tal senso in una nota diffusa dalla Giunta Regionale – sarà un sito web dove la stessa Regione, le Province e i Comuni dovranno inserire i dati richiesti. Anche i cittadini e le associazioni potranno segnalare gli edifici e i luoghi delle città che presentano criticità per i diversamente abili».

«Lo scopo dell’iniziativa – sottolinea dal canto suo Antonio Canzian, vicepresidente della Regione – è quello di acquisire una banca dati per programmare gli interventi necessari all’eliminazione delle barriere architettoniche, delineando un quadro esatto del livello di adeguamento alla normativa in vigore e della dimensione finanziaria occorrente. La presenza delle barriere risulta discriminatoria e, dunque, incostituzionale. Vanno pertanto rimosse, aiutando gli Enti Locali a provvedere quanto disposto dalle norme».
«Nel corso degli anni – si legge ancora nella nota della Giunta Regionale – diverse disposizioni di legge hanno imposto il superamento degli impedimenti strutturali che limitano le relazioni alle persone con handicap. Erano previsti anche Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) [come da Legge Nazionale n. 41 del 1986, N.d.R.], che dovevano essere adottati dalle Province e dai Comuni per rendere accessibili, oltre gli edifici pubblici, anche gli spazi urbani. La Regione, ora, vuole fotografare lo stato di attuazione dei Piani che interessano venti diverse tipologie di edifici pubblici. Per ciascuno andranno fornite informazioni sui parcheggi, l’accesso, i servizi igienici, i collegamenti “verticali”, i percorsi all’interno della struttura».
«Il sito web – è l’informazione conclusiva – verrà predisposto dalla struttura informatica della Regione, senza spese aggiuntive per l’Ente e sarà operativo nelle prossime settimane».

Un provvedimento, quindi, da accogliere certamente con favore, come dicevamo all’inizio, pur dovendo ricordare, per onestà di cronaca, che «fotografare lo stato di attuazione dei Piani», come viene detto dalla Regione, non dovrebbe essere poi così complicato, dal momento che – come denunciato nell’autunno dello scorso anno dall’Associazione Luca Coscioni, in quel momento sembrava proprio che nessun Comune delle Marche avesse adottato un Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche.
E perciò buon lavoro, un lavoro di cui naturalmente seguiremo via via gli sviluppi, con l’augurio che alla ricognizione seguano poi gli atti concreti. (Stefano Borgato)

Ringraziamo per la segnalazione il Gruppo Solidarietà.

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