Fare i racCONTI con il cambiamento

Si chiama così il volume edito dall’INAIL di Torino Centro, ove si raccolgono le testimonianze di tredici uomini e sette donne che hanno vissuto in prima persona l’esperienza di un infortunio sul lavoro. Dopo il successo al Salone del Libro di Torino, oggi, 4 giugno, è in programma una nuova presentazione, sempre nel capoluogo piemontese, mentre in settembre l’appuntamento sarà al Festival Nazionale dell’Autobiografia di Anghiari (Arezzo)

Mano di altra epoca che scrive su una pergamenaHanno dai 20 ai 70 anni e alle spalle un infortunio o una malattia che ha cambiato loro la vita, i venti protagonisti del libro Fare i racCONTI con il cambiamento, che raccoglie i pensieri, i timori e le speranze di chi si scontra ogni giorno con la disabilità, la propria o quella di un familiare.
Edito dalla sede dell’INAIL di Torino Centro, il volume è stato realizzato anche grazie all’équipe multidisciplinare dell’Istituto, che attraverso interviste mirate e un laboratorio di scrittura ha dato voce a tredici uomini e sette donne di diverse nazionalità.
Due le fasi di progettazione dell’opera: prima le interviste, per conoscere le storie e poi il laboratorio, attraverso il quale la cronaca è diventata racconto, assumendo una veste più narrativa e autobiografica, grazie anche all’utilizzo dei disegni realizzati dagli stessi protagonisti.
Le interviste – rivolte alla persona infortunata, a quella affetta dalla malattia professionale e a un familiare – rientrano nella prima fase del progetto, dedicata al racconto del proprio vissuto, alle emozioni, alle paure e alle idee. Nella fase laboratoriale, invece, i testi sono stati riletti dagli operatori e discussi con i loro protagonisti.

«Il libro – racconta Alessia Congia, assistente sociale INAIL, che lo ha curato insieme a Valeria Grotto, Serena Peyron, Lucia Portis e Roberto Sciarra – è stato solo l’ultimo tassello di un percorso molto lungo. All’inizio, infatti, volevamo raccontare le storie di chi è stato vittima di un infortunio per riflettere sull’evento e sulla prevenzione. Quasi subito, però, ci siamo accorti che il percorso compiuto ci stava portando in un’altra direzione, ovvero che dalle interviste emergevano temi ricorrenti, quali l’incidente, il trauma e il cambiamento, ma anche l’intenzione di elaborare la propria esperienza attraverso il racconto. E allora abbiamo pensato: perché non creare una situazione in cui le persone possano incontrarsi tra loro e condividere le storie della loro vita? Da qui l’idea del laboratorio e la sua traduzione in concreto nella realizzazione del libro».

La realizzazione del volume ha permesso quindi di raggiungere due obiettivi: da un lato sono state assistite sotto vari aspetti le vittime di infortunio sul lavoro o malattia professionale, dall’altro è stato creato uno strumento di prevenzione mirata, per la diffusione della cultura della sicurezza sul lavoro. «Siamo convinti – precisa a tal proposito Congia – che i vissuti delle persone, portati all’esterno, possano coinvolgere molto di più rispetto a interventi che insistono solo sulle prescrizioni normative e sull’obbligo dell’uso dei dispositivi di sicurezza».

Fare i racCONTI conb il cambiamento, liberamente consultabile nel web, è dedicato a Mario, vero “motore” della bella esperienza, scomparso in seguito a una malattia professionale pochi giorni prima dell’inizio del laboratorio.
Dopo il successo ottenuto al recente Salone del Libro di Torino, sono ora in programma altre presentazioni, innanzitutto oggi, 4 giugno, ancora a Torino (Circolo dei Lettori, Via Bogino, ,9, ore 18), con la partecipazione (in ordine alfabetico) di Fabrizio Benintendi, presidente dell’Associazione Sportdipiù; Silvia Bruno, presidente del CIP Piemonte (Comitato Italiano Paralimpico); Tommaso Montrucchio, dirigente dell’INAIL; Silvana Mossano, giornalista; Tiziana Nasi, presidente della FISIP (Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici; Aldo Pensa, direttore dell’INAIL Torino Centro; Valentina Porcellana, ricercatrice in Antropologia Culturale dell’Università di Torino; Lucia Portis, antropologa; Raffaella Silipo, giornalista.
L’appuntamento successivo, invece, sarà nel mese di settembre al Festival Nazionale dell’Autobiofgrafia di Anghiari (Arezzo). (Ufficio Stampa INAIL)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Alessia Congia (INAIL – Servizio Sociale), a.congia@inail.it.

Stampa questo articolo