Un museo fatto di sguardi e narrazioni sulla disabilità

Verrà inaugurata il 14 giugno a Roma la Casa Museo dello sguardo sulla disabilità, interessante progetto, quasi certamente unico nel suo genere, promosso a Roma dall’Associazione Come un Albero e coordinato da Stefano Onnis. «Un museo – spiega quest’ultimo – in cui ad essere esposta non sarà la disabilità, ma lo sguardo che la produce e i meccanismi sociali e culturali che la “de-finiscono”»

Logo della Casa Museo dello sguardo sulla disabilitàÈ quasi certamente un progetto unico nel suo genere, quello che porterà sabato 14 giugno a Roma (Via Alessandria, 159) a inaugurare la Casa Museo dello sguardo sulla disabilità e l’angolo bar della stessa.
Dietro all’iniziativa vi è la ONLUS romana Come un Albero, che già abbiamo segnalato come promotrice del gruppo musicale dei Disabilié!, composto da operatori e utenti con disabilità intellettiva del SAISH (Servizio per l’Autonomia e l’Integrazione Sociale della Persona Disabile) del Comune di Roma.

Ma di che cosa si tratta esattamente? Lo chiediamo direttamente a Stefano Onnis, dottore di ricerca in Etnoantropologia, responsabile del Progetto Disabilié! e direttore scientifico anche di questa nuova iniziativa. «Si tratta – spiega – di un museo arredato come una casa, in cui ai visitatori/ospiti vengono consegnate delle “chiavi di lettura” per avvicinarsi, scoprire o “ri-conoscere” le prospettive che determinano il concetto di disabilità e i modi in cui la disabilità viene “de-finita”. Un museo, quindi, in cui ad essere esposta non è la disabilità, ma lo sguardo che la produce e i meccanismi sociali e culturali che la “de-finiscono”». «Infatti – prosegue Onnis – l’obiettivo principale è quello di mostrare le numerose ambiguità e i diversi livelli di azione che ancora oggi – anche nelle presunte buone pratiche – contribuiscono a perpetuare più o meno consapevolmente processi di esclusione nei confronti delle persone con disabilità, soprattutto quella di tipo intellettivo».

In pratica, il percorso di questo originale museo accompagnerà il visitatore lungo le stanze di una “casa ideale”: un ingresso, un soggiorno, una sala da pranzo, una cucina, una camera da letto e un bagno. Ogni stanza, poi, sarà dedicata a uno specifico focus tematico legato al concetto di disabilità: gli sguardi all’ingresso, le parole nel soggiorno, i gesti nella sala da pranzo, le narrazioni in cucina, le pratiche di inclusione ed esclusione nella stanza da bagno, il tempo nella camera da letto.
Al suo arrivo, l’ospite, come detto, prenderà in consegna vere e proprie “chiavi di lettura”, utilizzabili come brochure esplicativa, che lo accompagneranno lungo tutto il percorso, invitandolo a entrare nelle stanze e a conoscere meglio i diversi aspetti che determinano la condizione di disabilità. Non quindi solo la patologia in sé, ma le parole, i gesti, gli sguardi che possono creare stigma ed esclusione.
«Nella Casa Museo – ricorda ancora Onnis – sarà presente anche una collezione da esporre ai visitatori la cui particolarità sarà quella di non essere composta da beni materiali, come nei classici musei, ma da beni immateriali: storie, fonti orali, narrazioni sulla/nella disabilità. Si tratta di fonti e documenti che alcuni ricercatori afferenti all’Associazione Come un Albero, stanno raccogliendo da diversi anni, nell’àmbito dei loro studi demoetnoantropologici, per costituire un primo archivio di fonti orali sulla disabilità».

«La Casa Museo – conclude il responsabile dell’interessante progetto – si porrà come museo di narrazione in progress: a partire infatti da altri sguardi e altre narrazioni che verranno a contatto con esso e che vorranno donare la loro testimonianza, il materiale da esporre potrà crescere mano a mano e moltiplicarsi. E non va dimenticato nemmeno l’aspetto legato all’inclusione sociale e all’inserimento lavorativo, dal momento che all’interno sarà presente un angolo bar, che vedrà occupate cinque persone con disabilità intellettiva lieve. Infine, sempre in un’ottica di inclusione sociale, la Casa Museo proporrà una ricca programmazione di incontri e attività aperte a tutti e per tutte le età: visite didattiche per le scuole, incontri culturali, laboratori ludico-creativi per bambini, corsi, laboratori e incontri di cucina per adulti e anziani».

Questo, dunque, il programma che verrà proposto sabato 14: in mattinata (ore 10-13) ci saranno degli assaggi di laboratori per bambini (che verranno poi svolti da settembre), mentre nel pomeriggio (ore 15) sono previste alcune visite guidate della Casa Museo, con l’apertura dello sportello per la raccolta fonti. Alle 18.30, quindi, la presentazione ufficiale, seguita da un momento conviviale e dalla comunicazione dei vincitori dell’iniziativa Via Alessandria in fiore.
Gli orari di apertura della Casa Museo saranno dal lunedì al sabato (ore 10-19), con la possibilità di accessi straordinari su richiesta. (S.B.)

Ringraziamo Stefania Dondero per la segnalazione.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@comeunalbero.org

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