Solo con il dialogo si può fare cultura

«È sacrosanto – dichiara il Presidente del CoorDown, commentando la vicenda del bimbo con sindrome di Down, rifiutato da un centro estivo romano – che di fronte ad atteggiamenti puramente discriminatòri non si debba indietreggiare di un passo e tuttavia, la stessa Convenzione ONU, di fronte a casi in cui non sia possibile fruire di prestazioni o servizi, per ragioni oggettive e non discriminatorie, parla di “accomodamento ragionevole”»

Bimba con sindrome di Down«Non è la prima volta che si sbattono in prima pagina situazioni come quella che ha purtroppo coinvolto Danilo e la sua famiglia e non è la prima volta che si grida allo scandalo e si invocano sanzioni per i trasgressori o “discriminatóri”, salvo poi verificare, attraverso un’analisi più approfondita, che i fatti erano andati in maniera diversa e che non si poteva parlare di discriminazione. Un esempio in questo senso è il caso di due anni fa di alcuni scout di Mogliano Veneto (Treviso), che non erano preparati e organizzati per accogliere come avrebbero voluto un ragazzino con sindrome di Down e avevano scoraggiato la famiglia a far partecipare il proprio figlio al campo estivo. Anche allora si mossero accuse discriminatorie nei confronti di persone che svolgevano la loro opera come volontari, ma poi, attraverso il dialogo, si giunse a una soluzione condivisa che consentisse al bimbo di partecipare al campo estivo».
Così Sergio Silvestre, presidente del CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down), commenta la vicenda balzata in questi giorni alle cronache, riguardante un bimbo con sindrome di Down rifiutato da un centro estivo a Ottavia, nei pressi di Roma.
«È sacrosanto – precisa poi Silvestre – che di fronte ad atteggiamenti puramente discriminatòri non si debba indietreggiare di un passo. Vorrei tuttavia ricordare che anche la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, di fronte a casi in cui non sia possibile fruire di prestazioni o di servizi – per ragioni oggettive e non discriminatorie – si possa invocare il cosiddetto “accomodamento ragionevole”, sorta di dialogo che convinca le parti a trovare una soluzione condivisa e di buon senso».

Rispetto alla specifica vicenda di Roma, «dalla lettura dei fatti – rileva il Presidente del CoorDown -, così come riportati dalla stampa, i genitori sono molto adirati e hanno tutta la nostra solidarietà, ma leggiamo anche di un’oggettiva impreparazione dei responsabili del centro ad accogliere il bambino con “esigenze speciali”. Ebbene, di fronte a casi del genere, consigliamo sempre di rivolgersi a una delle nostre Associazioni locali. Quella di Roma, ad esempio, avrebbe sicuramente potuto dare indicazioni utili ad entrambi e fornire competenze o educatori preparati nel gestire al meglio questa situazione. Non vogliamo pensare infatti che alla base dell’episodio in questione ci sia solo una cultura discriminatoria, sarebbe il fallimento dell’enorme azione culturale e di sensibilizzazione che come Associazioni svolgiamo quotidianamente. Ma è importante evitare che si ripetano, attraverso una corretta informazione e messaggi costruttivi».
«Da parte nostra – conclude Silvestre – vogliamo segnalare che la vera discriminazione è alimentata dalla mancata attuazione dalle leggi esistenti, come quella sul diritto al lavoro sancito dalla Costituzione per ogni cittadino, e che purtroppo, nel caso delle persone con disabilità (soprattutto con disabilità intellettive), non trovano appunto la piena applicazione, lasciando alle Associazioni il compito di “educare le imprese” all’inclusione lavorativa di queste categorie di persone. In tal senso, una campagna di sensibilizzazione come quella legata al Progetto Hotel 6 stelle, che tanto spazio ha avuto in questi mesi alla RAI, è un esempio positivo: ha riscosso risultati concreti sia tra l’opinione pubblica che tra gli imprenditori, contribuendo così a un salto culturale che potrà modificare a piccoli passi questa tendenza negativa. Questo, almeno, è il nostro augurio». (F.D.C.V.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@coordown.it.

Stampa questo articolo