Dall’“inferno” di Serra d’Aiello a testimoni di armonia

Vivono insieme nella stessa casa, si autogestiscono aiutate solo per poche ore al giorno, dimostrando a tutti che possono farcela. Sono otto persone con disabilità, impegnate nei giorni scorsi in un campo vacanza-studio, “sfuggite” nel 2009 allo sgombero dell’Istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d’Aiello, struttura-simbolo di diritti negati alle persone con disabilità, al centro di una terribile vicenda protrattasi per anni

Otto omini gialli uniti a chiudere un cerchioSi è conclusa in questi giorni a Campora San Giovanni, frazione del Comune di Amantea in provincia di Cosenza e ai confini con la Provincia di Catanzaro, un’iniziativa particolarmente significativa, che ha visto un gruppo di persone con disabilità, insieme a dei volontari, partecipare a un campo estivo, organizzato dal Coordinamento Regionale Alogon, Associazione di Volontariato distintasi negli anni per l’organizzazione di vacanze-studio.
MeravigliosaMente, è stato il nome del campo, e le due canzoni di Domenico Modugno, Meraviglioso e Volare ne hanno fatto da colonna sonora, per il messaggio di positività e allegria che trasmettono. Il filo conduttore, infatti, è stato quello dell’inclusione sociale, con l’obiettivo dichiarato di esprimere il bello dello stare insieme, testimoniando che si possono fare cose importanti anche con una disabilità.

Quando tuttavia parlavamo di “iniziativa particolarmente significativa”, ci riferivamo anche al fatto che quel campo vacanza-studio ha voluto fare emergere una situazione del tutto particolare. Il gruppo che vi ha partecipato, infatti, era composto da persone con disabilità “sfuggite” allo sgombero dell’Istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d’Aiello, struttura-simbolo di diritti negati alle persone con disabilità, al centro di una terribile vicenda protrattasi per anni e seguita puntualmente anche da questo giornale.
Ebbene, dal momento dello sgombero, avvenuto nel 2009, quelle persone hanno sperimentato per quattro anni una situazione di autogestione, dapprima proprio a Serra d’Aiello (Cosenza) e attualmente a Campora San Giovanni di Amantea, vivendo già da qualche mese in un appartamento, in coabitazione.
«Non sono un’Associazione – spiega Nunzia Coppedè del Coordinamento Regionale Alogon , non sono una comunità, ma otto persone che riescono a vivere insieme nella stessa casa. Si autogestiscono aiutate solo per poche ore al giorno. Vivono da sole in armonia e gioia, stanno dimostrando a tutti che possono farcela e che ogni forma di istituzionalizzazione non è assolutamente la soluzione giusta per loro. Con la loro esperienza vogliamo trasmettere una buona pratica da trasferire ad altri».
In tal senso, una festa si è tenuta il 19 giugno nella piazza di Campora San Giovanni, per incontrare la cittadinanza, con l’obiettivo, anche in tale sede, di sensibilizzare l’opinione pubblica verso le persone con disabilità e di facilitarne l’inclusione sociale.

Per quanto riguarda infine la realizzazione del campo vacanza-studio dei giorni scorsi, il Coordinamento Alogon ringrazia la Caritas Diocesana di Cosenza, la Società OTR Ortopedia di Catanzaro, la Società Comas Opital di Lamezia Terme (Catanzaro), la FISH Calabria (Federaazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e la Comunità Progetto Sud di Lamezia Terme. (S.B.)

In calce al testo da noi pubblicato con il titolo Non c’è pace per quegli ospiti di Serra d’Aiello, è disponibile l’elenco dei numerosi contributi dedicati da questo giornale alla vicenda dell’Istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d’Aiello. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: alogon@alogon.org.

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