Nuovo Patto per la Salute: il confronto è essenziale

È negativo il giudizio del Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva, di fronte ai modi con cui si sta chiudendo il nuovo Patto per la Salute, senza cioè alcun confronto con i cittadini, le loro organizzazioni, i professionisti e lo stesso Parlamento. Scontenta in particolare il fatto che nel nuovo testo non si parlerà di revisione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), di cui si discuterà solo dopo l’estate

Operatore sanitario in struttura ospedaliera«Da un Governo che ha dichiarato di considerare la partecipazione dei cittadini come un elemento qualificante della propria azione, non ci saremmo aspettati un Patto per la Salute* praticamente “segreto”, passato cioè sopra la testa dei cittadini stessi, dei professionisti e anche del Parlamento»: lo dichiara Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva, che aggiunge: «Totalmente inascoltati, da oltre un anno chiediamo a Ministeri e Regioni di aprire un confronto con le organizzazioni dei cittadini e invece ora ci ritroviamo con un Patto che si sta chiudendo, del quale non abbiamo potuto leggere nemmeno il testo. Eppure, sia a livello europeo che nazionale, lo strumento della “consultazione pubblica”, riguardo a molti provvedimenti, è ormai “prassi”, che al contrario in questo caso si è deciso invece di non praticare. I risultati di questo processo non partecipato si iniziano purtroppo a vedere e come al solito sono i cittadini a farne le spese. È di poche ore fa, infatti, la notizia che le modalità di revisione dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) non saranno contenute nel nuovo Patto per la Salute, ma al contrario verranno discusse dopo l’estate, in data da definirsi. I LEA risalgano ormai a quindici anni fa e per questo chiediamo che siano priorità all’interno del nuovo Patto per la Salute».

Nella medesima nota che riporta le dichiarazioni di Aceti, il Tribunale per i Diritti del Malato di Cirttadinanzattiva elenca poi le sue principali richieste sulla questione:
«1. Ridurre il peso dei ticket, destinando parte dei risparmi alla copertura dei 10 euro introdotti dal cosiddetto “super-ticket”. Non sono accettabili forme che si configureranno come nuove tasse sulla salute o, peggio ancora, sulla malattia. Nessun passo indietro sui diritti acquisiti, come ad esempio le esenzioni per i Malati Cronici e/o Rari. Inoltre, per come è calcolato oggi, l’ISEE [Indicatore della Situazione Economica Equivalente, N.d.R.] è uno strumento iniquo per la modulazione della compartecipazione: il nuovo regolamento di calcolo, infatti, considera “fonti di reddito” prestazioni assistenziali quali l’invalidità civile e l’indennità di accompagnamento.
2. Rivedere i meccanismi che regolano i Piani di Rientro, affinché da Piani di Rientro dal debito diventino Piani per la Garanzia dei LEA.
3. Rivedere il sistema di valutazione delle performance delle Regioni, in particolare rispetto alla capacità di garantire l’effettività dei LEA.
4. Contemporaneità della riorganizzazione della rete ospedaliera con quella dell’assistenza territoriale, affiancando agli standard nazionali ospedalieri, quelli per “l’assistenza territoriale”». (CnAMC di Cittadinanzattiva)

*Il Patto per la Salute – la cui nuova versione si sta discutendo in queste settimane – è un accordo finanziario e programmatico tra il Governo e le Regioni, di valenza triennale, in merito alla spesa e alla programmazione del Servizio Sanitario Nazionale, finalizzato a migliorare la qualità dei servizi, a promuovere l’appropriatezza delle prestazioni e a garantire l’unitarietà del sistema.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: cnamc@cittadinanzattiva.it.

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