Malati di SLA: una convenzione con la Croce Rossa di Roma

La convenzione sottoscritta tra il Comitato Provinciale di Roma della Croce Rossa Italiana e l’Associazione Viva la Vita, che consentirà a quest’ultima di continuare a garantire alle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica (SLA) un appropriato servizio di trasporto, vuole anche essere uno stimolo alle Istituzioni, per far sì che in presenza di situazioni tanto gravi, migliorino l’accesso ai servizi per i malati e le loro famiglie

Mauro Pichezzi

Mauro Pichezzi, presidente dell’Associazione Viva la Vita

È stata sottoscritta nei giorni scorsi una convenzione tra il Comitato Provinciale di Roma della Croce Rossa Italiana e l’Associazione Viva la Vita, per garantire, nella Capitale, quei trasporti in ambulanza delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica (SLA) che, altrimenti, sarebbero a carico delle famiglie.
Viva la Vita, quindi – ONLUS con sede principale a Roma, che sostiene appunto le persone malate di SLA – potrà continuare a garantire ai propri assistiti un servizio dedicato di trasporto, sia in ambulanza che con furgone attrezzato, per non gravare ulteriormente su famiglie già debitamente provate. Tutto ciò è stato reso possibile da un progetto dedicato, finanziato dall’8 per mille della Chiesa Valdese e dalla Fondazione Nando Peretti, che consente di offrire un servizio totalmente gratuito ai malati di SLA.

«Questa convenzione – spiega Simonetta Tortora, responsabile dell’Ufficio Stampa di Viva la Vita – è stata pensata per sensibilizzare le Istituzioni affinché intraprendano le politiche necessarie a migliorare l’accesso ai servizi per i pazienti e per le loro famiglie. È più di un semplice accordo tra le parti che consente di usufruire di tariffe agevolate: è infatti l’espressione di una garanzia più ampia in cui al centro vi è la dignità della persona. È inoltre un’occasione per creare quella cultura necessaria che consenta di agire con appropriatezza: sono infatti previste alcune giornate formative rivolte agli operatori della Croce Rossa Italiana, con docenze altamente qualificate provenienti dai medici che collaborano con la nostra Associazione».
«Occorre valorizzare le capacità e l’esperienza della Croce Rossa Italiana – dichiara dal canto suo Mauro Pichezzi, presidente di Viva la Vita – affinché siano le Regioni a farsi carico dell’attività di trasporto, che non va intesa come semplice spostamento del paziente, ma come vero e proprio intervento integrato nella gestione sanitaria del malato complesso».
«Siamo entusiasti della collaborazione con Viva la Vita – aggiunge Flavio Ronzi, presidente del Comitato Provinciale di Roma della Croce Rossa Italiana – che ci consentirà di ampliare l’accesso all’assistenza sanitaria alle persone malate di SLA. Si tratta di un impegno di valore sociale, per evitare che i malati complessi rischino di rimanere confinati ai margini della comunità. Auspichiamo che le Istituzioni mobilitino risorse, per migliorare la qualità della vita dei pazienti e di non lasciare sole le famiglie che si prendono cura di loro».

Negli ultimi anni – è opportuno registrare in conclusione – si è avuto un aumento di richieste di trasporti sanitari a bordo di mezzi di soccorso idonei al trasporto e compatibili con le difficili condizioni di salute da cui sono affette le persone con SLA, aggravato dagli effetti della crisi economica in corso. «Ciò – sottolinea Tortora – è dovuto principalmente ai tagli orizzontali operati dalla Sanità Regionale in modo indiscriminato: spesso, quindi, il rientro a casa dall’ospedale per un malato di SLA in stadio avanzato – che necessita di ambulanza con medico rianimatore a bordo – ricade direttamente sulle famiglie che, in mancanza di alternative, devono affrontare spese aggirantesi mediamente intorno ai 500 euro. La convenzione sottoscritta con la Croce Rossa Italiana vuole pertanto colmare questo disservizio, monitorando al contempo le attività realizzate, valutandone l’impatto, i punti di forza e le criticità e quindi promuovendo strategie coordinate di intervento e azioni di pressione sulle Istituzioni deputate ad intervenire». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficio stampa@wlavita.org.

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