Palermo: ripristinare il Servizio di Assistenza Domiciliare

«Il Presidente della Regione Siciliana – dichiara Anna Alfisi, presidente dell’Associazione Palermo per Tutti – ha dichiarato che è compito delle Istituzioni “rimuovere le disuguaglianze e le differenze”, ma in quale modo lo si può fare se non fornendo servizi adeguati e regolari?». E invece, già da alcuni giorni, nel capoluogo siciliano è stato ancora una volta interrotto il Servizio di Assistenza Domiciliare alle persone con disabilità

Uomo con disabilità davanti a una finestra con grataAncora una volta, a Palermo, da alcuni giorni si è ripresentato il grave problema dell’interruzione del Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) alle persone con disabilità, come segnala Anna Alfisi, presidente dell’Associazione Palermo per Tutti, constatando ancora una volta «con rammarico, che sono proprio le persone con disabilità le prime a pagare lo scotto di un’Amministrazione che non sa gestire il denaro pubblico, continuando a vivere con la spada di Damocle sulla testa di questo stillicidio, che periodicamente porta all’interruzione di un servizio indispensabile».

«Purtroppo – scrive ancora Alfisi – chi ci governa non sembra tener conto del fatto che per le persone con disabilità l’inserimento e l’integrazione sociale e la rimozione delle disuguaglianze si possono realizzare solo mediante interventi di carattere socio-psico-pedagogico, di assistenza sociale e sanitaria a domicilio, di aiuto domestico e di tipo economico, riducendo, in tal modo, il disagio e le difficoltà che possono derivare da determinate condizioni». «Il presidente della Regione Crocetta – sottolinea poi – ha pubblicamente dichiarato che il compito delle Istituzioni dev’essere quello di “rimuovere le disuguaglianze e le differenze”, ma in quale modo lo si può fare se non fornendo servizi adeguati e regolari?».

«Mi auguro quindi – conclude la Presidente di Palermo per Tutti – che il Servizio di Assistenza Domiciliare venga ripristinato al più presto, e che gli uffici competenti non tolgano mai più ad esso il finanziamento, dal momento che stiamo parlando di un servizio che rientra nella sfera dei diritti tutelati dall’articolo 3 della Costituzione Italiana e dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che dal 2009 è Legge dello Stato». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: a.alfisi@virgilio.it.

Stampa questo articolo