Immagini… invisibili. Cinema e disabilità

Si chiama così la nuova monografia proposta dalla rivista «HP-Accaparlante» che muove da un assunto ben preciso ovvero che oggi, nel cinema, quella della disabilità sia un’”immagine non visibile”, a causa della concreta difficoltà che molti lavori su questo tema incontrano, nel riuscire a essere discussi, amati, interpretati, visti, in un periodo, tra l’altro, in cui la produzione di “materiale cine-disabile” è aumentata esponenzialmente

Particolare dell'immagine di copertina di «HP-Accaparlante», giugno 2014

Un particolare dell’immagine di copertina del numero di «HP-Accaparlante» contenente la monografia dedicata a “Cinema e disabilità”

Si intitola Immagini… invisibili. Cinema e disabilità e contiene un’ampia monografia dedicata appunto alla “Settima Arte” , il nuovo numero di «HP-Accaparlante», la rivista prodotta dal CDH (Centro Documentazione Handicap) di Bologna, edita da Erickson, che proprio lo scorso anno ha festeggiato i suoi trent’anni di buona cultura sulla disabilità e sulla diversità in generale.
«Il tema Cinema e disabilità – spiega Valeria Alpi, caporedattore del periodico – ci è molto caro, e sono ormai parecchi anni che seguiamo le produzioni visive, parlandone nella nostra rivista e curando una sezione apposita della nostra Biblioteca. L’approccio di questa nuova monografia, però, muove da un assunto ben preciso: dalle “immagini latenti” di cui avevamo già parlato in un precedente numero anch’esso dedicato al cinema, immagini cioè non immediatamente presenti, ma comunque pervasive nella coscienza dello spettatore, si passa alle “immagini invisibili”». «Per cui – aggiunge Luca Giommi, curatore della monografia – l’immagine della disabilità non è tanto un’immagine latente e pervasiva, quanto appunto un’immagine non visibile, riferendoci così alla concreta difficoltà che molti lavori che riflettono (più o meno esplicitamente) su questo tema, o che vengono realizzati secondo determinate modalità produttive, incontrano nel riuscire a essere discussi, amati, interpretati, visti. E questo avviene proprio in un periodo in cui, per ragioni certamente legate agli sviluppi tecnologici, ma non solo, la produzione di “materiale cine-disabile” è aumentata esponenzialmente, si è articolata in modi anche inattesi e proviene spesso da fonti impreviste fino a pochi anni fa».
Obiettivo della meritoria pubblicazione è quindi soprattutto quello di indagare il livello di integrazione e inclusione che il mezzo, i prodotti, la pratica e la fruizione cinematografici possono rivelare e costruire.

Immagini latenti e immagini… invisibili, Fare cinema, Riflessioni sul cinema e Vedere il cinema: sono queste le quattro parti in cui è divisa la monografia, nella terza delle quali segnaliamo anche il contributo intitolato Sorriderne si può. Le campagne di informazione sociale “Muscoli di cartone” e “Creature Discomforts”, curato dal segretario di redazione del nostro giornale Stefano Borgato, insieme a Stefano Andreoli, altra firma presente su queste pagine.

Da ricordare infine che tutti i numeri di «HP-Accaparlante», di seguito alla monografia di volta in volta presentata, comprendono anche alcune interessanti rubriche, “riempite” questa volta, tra l’altro, da un approfondimento dedicato a un laboratorio condotto con gli animatori disabili del Progetto Calamaio, “storica” esperienza del CDH bolognese, sulla conoscenza del proprio corpo e la scoperta della bellezza. E ancora, una riflessione sulle politiche europee per la disabilità, lo sport del sitting volley, visto “da fuori” e “da dentro” e altro ancora. (S.G.)

Per richiedere la rivista di cui si parla nella presente nota, oltreché per altre informazioni e approfondimenti: redazione@accaparlante.it.

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