Persone con sindrome di Down che “scendono in campo”

E lo faranno letteralmente, nel primo fine settimana di luglio, misurandosi a Bosco di Zevio (Verona) nel Primo Campionato Nazionale di Calcio a Cinque CoorDown, promosso dal CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down), dalla FISDIR (Federazione Sport Disabilità Intellettivo-Relazionale) e dalla Fondazione Più di un Sogno, con la collaborazione dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Gabriella Vivalda

Primo piano di un pallone da calcio. Sullo sfondo gambe di un calciatoreLa felicità e il benessere delle persone con sindrome di Down dipendono certamente dall’inclusione nella società e dalla possibilità di poter esercitare i propri diritti: un percorso scolastico di qualità, i necessari interventi riabilitativi, l’opportunità di trovare un lavoro e anche di praticare sport, come chiunque altro.
È alla luce di tutto ciò che il CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down), la FISDIR(Federazione Sport Disabilità Intellettivo-Relazionale) e la Fondazione Più di un Sogno (per la parte logistica territoriale) e l’Associazione Sportiva Dilettantistica Gabriella Vivalda (per la parte tecnica e sportiva) hanno promosso, per il primo fine settimana di luglio, esattamente da venerdì 4 a domenica 6, il Primo Campionato Nazionale di Calcio a Cinque CoorDown, completamente dedicato agli atleti con sindrome di Down.
Il torneo si svolgerà presso gli impianti dell’Associazione Sportiva Dilettantistica di Bosco di Zevio (Verona) dove si sfideranno tre squadre: l’Associazione Sportiva Dilettantistica Parco de Riseis di Pescara, l’Associazione Trisomia 21 di Firenze e l’Associazione Down di Torino.
L’inaugurazione è in programma per venerdì 4 (ore 19.30), con la presentazione delle squadre e di tutti gli atleti alla presenza delle autorità locali. Il Campionato vero e proprio, invece, si disputerà nelle due giornate successive.

L’idea è nata dopo anni di fruttuose collaborazioni tra il CoorDown e la FISDIR, già protagonisti negli anni scorsi di importanti eventi, e ha l’obiettivo di favorire una concreta diffusione dell’attività sportiva tra le persone con disabilità, di fornire alle famiglie i punti di riferimento per poter avviare i propri figli alla pratica di una disciplina e di consentire agli operatori del settore di avvicinarsi con la giusta competenza, per riconoscere le potenzialità di ogni atleta.
I benefìci che ogni giovane con sindrome di Down può trarre da una buona attività fisica sono evidenti, sia a livello fisico che psichico; la pratica sportiva, infatti, favorisce la socializzazione e l’acquisizione di una maggiore autonomia ed è il momento in cui ogni ragazzo con sindrome di Down ha la possibilità di confrontarsi con gli altri – anche con i propri limiti – imparando a rispettare le regole e il giusto impegno.

«La Fondazione più di un Sogno – sottolinea uno dei soci fondatori Marco Ottocento – è molto orgogliosa di poter organizzare il Primo Campionato Nazionale di Calcio a Cinque CoorDown. Queste gare permetteranno infatti a ragazzi speciali di poter conoscere atleti di altre Regioni, di poter testare le proprie capacità e di trovare soddisfazioni sportive nella competizione. Sarà un modo per dare un segnale forte e per ribadire che anche nello sport, e nel calcio in particolare, si può fare!».
Anche per Marco Borzacchini, presidente della FISDIR, questi momenti di incontro sono una chance per i ragazzi con disabilità, che aspettano solo di dimostrare le loro qualità: «In Italia il numero degli atleti con sindrome di Down è altissimo e la FISDIR, grazie al lavoro delle società e delle delegazioni regionali sul territorio, mira a una crescita esponenziale nei prossimi anni. Questi numeri sono punti di partenza sui quali poter lavorare e dai quali poter partire per nuove e interessanti avventure, come l’integrazione nel Campionato Nazionale di calcio a cinque, a partire dal 2015, di una squadra interamente composta da persone con sindrome di Down».
«Oltre all’importanza del benessere fisico, ogni attività sportiva – conclude Sergio Silvestre, presidente del CoorDown – porta con sé delle precise regole e dinamiche di autodeterminazione che consentono ai ragazzi di interagire, di mettersi in gioco e di esprimere se stessi e le loro grandi potenzialità. Quello che noi auspichiamo è che in futuro siano sempre più le società sportive in grado di integrare atleti con sindrome di Down, sia in discipline individuali che di squadra». (F.D.C.V.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@coordown.it (Federico De Cesare Viola).

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