Lavoro e disabilità: quella bocciatura ignorata dall’Italia

Che cosa è cambiato da quella clamorosa Sentenza prodotta esattamente un anno fa dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che aveva sonoramente bocciato il nostro Paese, per «non avere adottato tutte le misure necessarie a garantire un adeguato inserimento professionale dei disabili nel mondo del lavoro»? Niente, secondo il Presidente della FISH, che ritiene anzi la situazione ulteriormente peggiorata

Colloquio di lavoro di uomo con disabilitàLavoro e disabilità: l’Europa ci boccia sonoramente: così avevamo titolato, esattamente un anno fa, una nostra nota in cui riferivamo della clamorosa Sentenza prodotta dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che aveva appunto sonoramente bocciato il nostro Paese, stabilendo che esso non aveva «adottato tutte le misure necessarie per garantire un adeguato inserimento professionale dei disabili nel mondo del lavoro e la invita a porre rimedio a questa situazione al più presto».

Ebbene, che cosa è cambito in questi dodici mesi? «Proprio nulla – secondo Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – anzi, se possibile, le cose sono peggiorate. Se analizzassimo infatti i dati più recenti, vedremmo che, anche alla luce della crisi tuttora in corso, essi sarebbero peggiori di quelli dello scorso anno. In un quadro, infatti, di disoccupazione che non accenna a calare, la forbice si allarga ulteriormente per i lavoratori con disabilità».
Di fronte quindi all’assenza di provvedimenti da parte del nostro Paese, che sembra avere ignorato quanto richiesto in quella Sentenza dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, vi sono sedi regionali della FISH, come quella del Lazio, già attive nel presentare esposti alla Magistratura, segnatamente contro la mancata applicazione della Legge 68/99 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili).

E a proposito di Legge 68/99, proprio nei prossimi giorni dovrebbe anche arrivare in Parlamento, la relazione biennale su di essa, curata dall’ISFOL (Istituto per lo Svullo della Formazione Professionale dei Lavoratori). «Speriamo che quella nuova relazione – sottolinea a tal proposito Falabella – sia focalizzata soprattutto sugli ostacoli all’inclusione lavorativa, pur ricordando che è la stessa Legge 68/99 a dover essere rivista, specie perché – problema ormai annoso – non prevede un organo di controllo che poi vada a sanzionare la mancata applicazione di essa». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

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