Disabilità visiva in Sicilia: prevenire e riabilitare

A questo mira – come da Legge Nazionale 284/97 – la convenzione firmata a Palermo tra l’assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino e i rappresentanti dell’ARIS (Associazione Retinopatici ed Ipovedenti Siciliani) e dell’UICI Sicilia (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti). In particolare l’ARIS punta al potenziamento del Centro di Ipovisione e Riabilitazione Visiva di Palermo e alla creazione di una struttura per i bambini ipovedenti

Firma convenzione sulla disabilità visiva in Sicilia, 2 luglio 2014

I rappresentanti dell’ARIS e dell’UICI Sicilia insieme all’assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino (seconda da sinistra), in occasione della firma della convenzione sulla prevenzione della disabilità visiva

È stata firmata il 2 luglio scorso a Palermo una convenzione per la prevenzione della cecità in Sicilia, tra l’assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino e i rappresentanti dell’ARIS (Associazione Retinopatici ed Ipovedenti Siciliani) e dell’UICI Sicilia (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), presiedute rispettivamente da Rocco Di Lorenzo e Pippo Castronovo.
Si tratta di un passaggio che ha visto concretizzarsi il piano di impegno delle Associazioni firmatarie, in merito alla realizzazione, nel triennio 2014-2016, di programmi di prevenzione e riabilitazione visiva, come previsto dalla Legge Nazionale 284/97 (Disposizioni per la prevenzione della cecità e per la riabilitazione visiva e l’integrazione sociale e lavorativa dei ciechi pluriminorati).
In particolare l’ARIS – Associazione che aderisce alla Federazione Retina Italia – utilizzando la dotazione organica, le attrezzature sanitarie e gli spazi dell’Azienda Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo, si è posta come obiettivo il potenziamento del Centro di Ipovisione e Riabilitazione Visiva, da anni impegnato a sostegno della fascia adulta della popolazione, e la creazione di una struttura, oggi assente nel Centro-Sud, dedicata alla riabilitazione e assistenza dell’altra “fascia debole”, vale a dire i bambini ipovedenti. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: aris@ipovisione.org.

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