Sostegno: dalla Toscana una buona prassi amministrativa

Vi è una Nota prodotta dall’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana che è certamente degna di segnalazione per la sua chiarezza, in quanto dà il giusto rilievo al rispetto dei diritti degli alunni con disabilità ed evidenzia correttamente tutte le necessarie procedure per richiedere, da parte delle scuole, le ore di sostegno e quelle per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione

Classe di scuola primaria con un bimbo in carrozzinaRiteniamo certamente opportuno segnalare per la sua chiarezza, come esempio di buona prassi amministrativa, la Nota diffusa il 29 maggio scorso dall’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana, riguardante la certificazione degli alunni con disabilità, ai fini della richiesta di posti di sostegno in organico di fatto.
In tale documento, infatti, spiccano una serie di positivi elementi, ovvero:
– il rilievo dato alle finalità iniziali della Nota stessa, incentrate sul rispetto dei diritti degli alunni con disabilità;
– la corretta evidenziazione della differenza tra PEI (Piano Educativo Individualizzato) e PSP (Piano degli Studi Personalizzato);
– la tempistica incentrata sulla formulazione del PEI entro il mese di giugno dell’anno precedente la frequenza;
– la distinzione delle richieste per le ore di sostegno da una parte e per gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione dall’altra, rispettivamente all’Ufficio Scolastico Regionale e agli Enti Locali, sulla base delle certificazioni di disabilità di cui all’articolo 3, comma 1 o comma 3 della Legge 104/92. (Salvatore Nocera)

Ricordiamo ancora la disponibilità della Nota prodotta il 29 maggio scorso dall’Ufficio Scolastico Regionale della Toscana, di cui si parla nel presente testo.

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