È ora di rendere accessibili i trasporti!

Il deputato Federico Gelli ha presentato un’Interrogazione Parlamentare dedicata all’accessibilità dei treni e delle stazioni e chiede anche che venga adottato «un tavolo di monitoraggio dell’accessibilità, allo scopo di coinvolgere enti locali, soggetti gestori del trasporto pubblico e associazioni di volontariato, per individuare le criticità e risolvere il problema dell’accessibilità al sistema dei trasporti per le persone con disabilità»

Uomo in carrozzina presso i binari di una stazione ferroviariaNon si è limitato, Federico Gelli, deputato e presidente del Cesvot (Centro Servizi Volontariato Toscana), a solidarizzare con lo studente con disabilità Iacopo Melio, che su Twitter aveva invitato tutti a scattarsi una foto con un cartello riportante l’hashtag #vorreiprendereiltreno. Gelli, infatti, ha anche presentato, nei giorni scorsi, un’Interrogazione Parlamentare sulla medesima questione, per richiedere di «promuovere urgentemente delle normative per ampliare anche alle stazioni ferroviarie ed alle fermate cosiddette “impresenziate” (sprovviste cioè di personale ferroviario sia in via temporanea che in via permanente) l’obbligo di dotarsi di infrastrutture in grado di facilitare l’accesso alle stazioni e ai treni da parte delle persone con difficoltà di deambulazione».

«Credo che sia opportuno – spiega poi lo stesso Gelli – adottare anche un tavolo di monitoraggio dell’accessibilità, allo scopo di coinvolgere enti locali, soggetti gestori del trasporto pubblico e associazioni di volontariato, per individuare le criticità e risolvere il problema dell’accessibilità al sistema dei trasporti per le persone con disabilità».
Senza dimenticare, conclude il Parlamentare, che «sarebbe necessario provvedere a una ricognizione delle Amministrazioni Pubbliche e dei Comuni che abbiano adottato il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche [PEBA] e applicare le sanzioni previste dalla legge nei confronti delle Amministrazioni inadempienti».

Sull’“antica” battaglia per i PEBA – vale la pena ricordarlo –, la nostra testata si è più volte soffermata, in tempi recenti, ricordando appunto che di tali strumenti – che avrebbero dovuto essere adottati entro il 28 febbraio 1987, dai Comuni e dalle Province, pena un “commissariamento ad hoc” da parte delle Regioni – si era parlato per la prima volta nella Legge 41/86 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, articolo 32, commi 21 e 22). Tuttora, invece, sono solo una stretta minoranza gli Enti Locali del nostro Paesi che si sono dotati di un PEBA. (S.B.)

Ringraziamo il Cesvot (Centro Servizi Volontariato Toscana) per la segnalazione.

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