Sardegna: garantire l’assistenza scolastica a tutti

«Vigileremo perché non vi siano discriminazioni e per far sì che siano garantite le pari opportunità a tutti gli alunni, nessuno escluso»: lo dichiarano gli esponenti dell’ABC Sardegna (Associazione Bambini Cerebrolesi) e del locale Comitato Scuola per l’Inclusione, chiedendo ai Comuni e alle Province dell’Isola che venga garantito in tutto il territorio il servizio di assistenza scolastica specialistica, sin dall’inizio del nuovo anno di lezioni

Classe di scuola primaria con un bimbo in carrozzinaLe famiglie e le persone con disabilità dell’ABC Sardegna (Associazione Bambini Cerebrolesi) e del Comitato Scuola per l’Inclusione presente nella Regione, hanno rivolto nelle scorse settimane un appello agli Enti Locali, chiedendo che venga garantito il servizio di assistenza scolastica specialistica sin dall’inizio del nuovo anno di lezioni e per un numero di ore sufficiente ad assicurare il diritto allo studio degli alunni con disabilità, in tutto il territorio.
«L’assistenza specialistica – ricorda Francesca Palmas dell’ABC Sardegna, componente anche dell’Osservatorio Ministeriale per l’Inclusione Scolastica – è in capo agli Enti Locali (i Comuni per le scuole dell’infanzia, le primarie e le secondarie di primo grado, le Province per le secondarie di secondo grado) ed è un livello essenziale che come tale va garantito, senza restrizioni di tipo economico. Anche quest’anno, dunque, rivolgiamo il nostro appello a Comuni e Province dell’Isola affinché siano destinate adeguate somme per garantire il servizio di assistenza specialistica nelle scuole e fin dal primo giorno. I tagli economici, infatti, non possono ricadere sui servizi destinati alle persone più svantaggiate: è una questione di scelte politiche! Magari si sacrifichino altri interventi, ad esempio in àmbito di viabilità, ma non si può permettere che manchi l’assistenza, funzionale alla stessa frequenza scolastica, sia sul piano delle autonomie che della comunicazione di uno studente in quella particolare situazione». «L’inclusione scolastica – aggiunge – è un dovere di tutte le Istituzioni coinvolte, non solo della Scuola ma anche delle ASL e appunto degli Enti Locali».

Oltre che dalla normativa in vigore sull’inclusione scolastica, l’appello – va ricordato – è sostenuto anche da numerose Sentenze dei TAR (Tribunali Amministrativi Regionali) e anche di quelli sardi, che da anni si pronunciano riconoscendo tale diritto inviolabile degli alunni e condannando Comuni o Province a ottemperare ai loro obblighi, per garantire il diritto allo studio dei minori con disabilità.
«È vero – sottolinea ancora Palmas – che il Fondo Unico per le Province Sarde è diminuito nella Legge di Stabilità per il 2014 ed è vero che è aumentato invece per i Comuni, ma attenzione: il Fondo è indistinto e rimane una questione di priorità che le Amministrazioni scelgono di adottare. Inoltre, la Giunta Regionale assegna un Fondo di risorse aggiuntive finalizzato, pari a 5 milioni, creato sin dal 2009 grazie a un emendamento dell’allora consigliere regionale Marco Espa, stanziato per incrementare le risorse che già Comuni e Province utilizzano proprio per il supporto organizzativo degli alunni con disabilità nelle scuole, da cui si può attingere per rendere il servizio quantitativamente e qualitativamente migliore».
«Vigileremo dunque – conclude l’esponente dell’ABC Sardegna – perché non vi siano discriminazioni e per far sì che siano garantite le pari opportunità a tutti gli alunni, nessuno escluso». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: abc@abcsardegna.org.

Stampa questo articolo