Numero di alunni in classe: ma il Ministro conosce le norme?

Ignora le norme vigenti, oltre alle stesse fondamenta dell’inclusione scolastica, la risposta del Ministero dell’Istruzione a un’Interrogazione Parlamentare riguardante l’inaccettabile situazione di un Comune vicino a Napoli, ove una classe della locale scuola primaria sarà formata da 22 alunni, 4 dei quali con disabilità. «Una risposta sconcertante», la definisce il Presidente dell’Associazione Tutti a Scuola, che aveva denunciato il problema

Stefania Giannini

Il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini

Non può certo dirsi soddisfatto, Antonio Nocchetti, presidente dell’Associazione napoletana Tutti a Scuola, della risposta ufficiale giunta dal Ministero dell’Istruzione, rispetto alla denuncia diffusa nei mesi scorsi dallo stesso Nocchetti sugli organi d’informazione, riguardante l’insostenibile situazione di una classe della scuola primaria di Brusciano, Comune nei pressi del capoluogo campano, formata da 22 alunni, 4 dei quali con disabilità, contro ogni norma vigente.
Infatti, dopo che sulla questione la deputata Laura Coccia aveva presentato un’Interrogazione Parlamentare, a quest’ultima è arrivata appunto il 23 luglio la risposta del Ministero, che Nocchetti non esita a definire «sconcertante».

«In quella risposta – scrive infatti il Presidente di Tutti a Scuola in una nota pubblicata dal “Fatto Quotidiano” – si sottolinea “la fondamentale valenza dell’assistenza e dell’integrazione degli alunni con disabilità del nostro Paese”» e «di voler “realizzare la piena inclusione sociale”», richiamando «i criteri per la formazione delle classi contenuti nel DPR 81/09. Ebbene, a questo punto qualsiasi persona di buon senso ed informata si aspetterebbe una conclusione coerente con tali premesse, ma ecco spuntare la sorpresa che non ti aspetti: “In considerazione di quanto sopra specificato – scrive il ministro Giannini non potrà verificarsi che i quattro alunni con disabilità presenti siano affidati ad unico insegnante di sostegno».
«Corre pertanto l’obbligo di ricordare al Ministro e ai suoi zelanti collaboratori – prosegue Nocchetti – qualche piccolo riferimento normativo ad integrazione del DPR 81/09 citato che, come loro non possono ignorare, esplicita come il tetto massimo di alunni “di norma” non debba superare i 20». «Se poi – aggiunge – il Ministro può per favore dare una rilettura anche alle Circolari 25/12 e 63/11 in cui si richiama il tetto massimo della Legge 104/92 all’articolo 3, comma 3, forse una risposta come quella riportata in basso non sarebbe mai stata scritta». «O forse – conclude insinuando maliziosamente un dubbio più che lecito – il ministro Giannini conosce esattamente le normative di cui sopra?…».
Tutte considerazioni pienamente condivise anche dalla nostra testata, che ormai da anni si batte con forza proprio contro il sovraffollamento delle classi e in particolare in presenza di alunni con disabilità. (S.B.)

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