Campania: un Osservatorio così proprio non va

Esprimendo una serie di pesanti critiche al nuovo Osservatorio Regionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità, per come è stato istituito qualche settimana dalla Giunta Regionale, Federhand/FISH Campania (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) ne auspica una rapida modifica, tramite un ulteriore provvedimento

Bianca D'Angelo

Bianca D’Angelo, assessore alle Politiche Sociali della Regione Campania

Tramite la recente Delibera di Giunta Regionale n. 346 dell’8 agosto scorso, è stato istituito in Campania – finalmente, potremmo dire – l’Osservatorio Regionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità e tuttavia i giudizi espressi sul provvedimento da Federhand/FISH Campania (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) sono tutt’altro che lusinghieri, anzi sanno decisamente di secca bocciatura, a partire dal fatto che le varie istanze presentate alla fine di luglio dalla Federazione stessa, nel corso di un incontro con l’assessore regionale alle Politiche Sociali Bianca D’Angelo, non sono state, a quanto sembra, minimamente prese in considerazione.

«Il nostro rammarico – scrive in una nota Daniele Romano, presidente di Federhand/FISH Campania – si fissa in particolare su alcuni punti specifici e innanzitutto sulla mancanza di un punto di coordinamento regionale superiore agli Assessorati, come la Presidenza di Giunta, ciò che rischia di riproporre vecchie logiche conflittive, pensando ad esempio all’annosa situazione di scarsa collaborazione tra Assessorati importanti, che ha contraddistinto nel passato la vita del precedente Comitato Consultivo, ricordando anche che le competenze sulla disabilità, dopo l’approvazione della Convenzione ONU, riguardano tutti gli Assessorati Regionali».
«Va inoltre osservato – prosegue Romano – che il nuovo Osservatorio soffrirà di una riduzione di potere rispetto al precedente Comitato Consultivo, che esprimeva sì parere consultivi, ma obbligatori sulle politiche regionali, in linea con quanto previsto dall’articolo 4, comma 3 della citata Convenzione ONU. E ancora, va rilevata l’assenza di una competenza sulla redazione di un Piano d’Azione Regionale sulla Disabilità, come previsto nell’Osservatorio Nazionale e in quelli Regionali già istituiti. Da ultimo, ma non certo ultimo, manca una copertura finanziaria delle attività da svolgere e in particolare per gli studi e le ricerche, che non si riesce a capire come possano essere realizzate».

Le critiche, poi, non mancano nemmeno sul numero delle Associazioni che tutelano i diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie all’interno dell’Osservatorio. «Crediamo – sottolinea in tal senso il Presidente di Federhand/FISH Campania – che 5 Associazioni costituiscano un numero esiguo e non possano comprendere e rappresentare tutte le realtà delle persone con disabilità. Se pensiamo infatti che nell’Osservatorio Nazionale sono presenti 14 Associazioni designate dalle due Federazioni nazionali più rappresentative [FISH e FAND-Federazione Nazionale tra le Associazioni di Persone con Disabilità, N.d.R.] su 40 membri (il 35% del totale) più 5 esperti, mentre nell’Osservatorio Campano vi sono solo 5 Associazioni (il 26% dei componenti) senza esperti, risulta evidente che sarà difficile nominarne i membri in assenza di criteri oggettivi di rappresentanza».

Nel presentare in conclusione la propria candidatura a membro del nuovo Osservatorio, la Federhand/FISH Campania auspica che la puntualizzazione di tutte queste criticità «venga recepita nel modo migliore, portando a una nuova Delibera sulla materia». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: federhand.fishcampania@gmail.com.

Stampa questo articolo