Che ti sei messa in testa?: un modo per “pensare inclusivo”

Donne con disabilità e non, che abbiano in testa un cappello, un’acconciatura strana, un fermaglio per i capelli: tutte possono contribuire con una propria immagine, fino al 30 settembre, alla curiosa e stimolante iniziativa promossa dal Gruppo Donne UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), «un altro bel modo per “pensare inclusivo”»

Oriella Orazi, "Enigma"

Oriella Orazi, “Enigma”

«Raccogliere fotografie di donne con disabilità e non, per realizzare una galleria da pubblicare nella nostra pagina web»: è questo l’obiettivo dell’iniziativa denominata Che ti sei messa in testa?, promossa dal Coordinamento del Gruppo Donne UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), una delle esperienze più vive e interessanti, nel campo della documentazione riguardante la disabilità.
C’è però un ulteriore e non trascurabile dettaglio in più, che motiva lo stesso nome scelto: «Le donne ritratte – viene spiegato infatti – dovranno avere in testa qualcosa di particolare: un cappello, un’acconciatura strana, un fermaglio per capelli». E si aggiunge: «Vorremmo realizzare qualcosa di colorato e divertente, per cui non siate timide e tirate fuori tutta la creatività che c’è in voi!».
«Anche questo – viene sottolineato infine – è un modo per “pensare inclusivo” e un bel modo!»: condividiamo senza riserve. (S.B.)

Le fotografie dovranno essere dei primi piani o dei mezzi busti ad alta risoluzione e dovranno pervenire entro il 30 settembre all’indirizzo gruppodonne@uildm.it, corredate del nome e cognome della donna ritratta, di una sua autorizzazione alla pubblicazione on line ed eventualmente anche dell’autorizzazione di chi ha realizzato la foto stessa. L’indirizzo è lo stesso anche per ulteriori informazioni e approfondimenti (riferimento: Oriana Fioccone).

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