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Che ti sei messa in testa?: un modo per “pensare inclusivo”

Oriella Orazi, "Enigma"

Oriella Orazi, “Enigma”

«Raccogliere fotografie di donne con disabilità e non, per realizzare una galleria da pubblicare nella nostra pagina web»: è questo l’obiettivo dell’iniziativa denominata Che ti sei messa in testa?, promossa dal Coordinamento del Gruppo Donne UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), una delle esperienze più vive e interessanti, nel campo della documentazione riguardante la disabilità.
C’è però un ulteriore e non trascurabile dettaglio in più, che motiva lo stesso nome scelto: «Le donne ritratte – viene spiegato infatti – dovranno avere in testa qualcosa di particolare: un cappello, un’acconciatura strana, un fermaglio per capelli». E si aggiunge: «Vorremmo realizzare qualcosa di colorato e divertente, per cui non siate timide e tirate fuori tutta la creatività che c’è in voi!».
«Anche questo – viene sottolineato infine – è un modo per “pensare inclusivo” e un bel modo!»: condividiamo senza riserve. (S.B.)

Le fotografie dovranno essere dei primi piani o dei mezzi busti ad alta risoluzione e dovranno pervenire entro il 30 settembre all’indirizzo gruppodonne@uildm.it, corredate del nome e cognome della donna ritratta, di una sua autorizzazione alla pubblicazione on line ed eventualmente anche dell’autorizzazione di chi ha realizzato la foto stessa. L’indirizzo è lo stesso anche per ulteriori informazioni e approfondimenti (riferimento: Oriana Fioccone).