Per un Terzo Settore che guarda all’Europa

Guarda anche oltre confine, il Terzo Settore italiano, che ha aperto a Lucca la propria nuova stagione, con una tre giorni di confronti, durante la quale, tra l’altro, l’europarlamentare Pittella ha dichiarato di voler realizzare il primo Intergruppo Parlamentare del Terzo Settore anche in Europa, ponendo al primo punto la questione dell’IVA sul non profit, imposta che la maggioranza degli italiani vorrebbe fosse eliminata o diminuita

Lucca, 7 settembre 2014: Gianni Pittella, Edoardo Patriarca, Giovanna Rossiello e Luca Mattiucci

Da sinistra: l’europarlamentare Gianni Pittella, il deputato Edoardo Patriarca, presidente del Centro Nazionale per il Volontariato e dell’Istituto Italiano della Donazione, i giornalisti Giovanna Rossiello e Luca Mattiucci, durante l’incontro di Lucca

«Vogliamo realizzare il primo Intergruppo Parlamentare del Terzo Settore anche in Europa e al primo punto porremo la questione recentemente sollevata dal “Corriere della Sera” e dal Tg La7, che insieme hanno lanciato la campagna #NoProfitNoIva. In Italia potremmo inoltre approfittare del Giorno del Dono, in programma tra fine settembre e inizio ottobre, per invitare tutti i soggetti del Terzo Settore a un tavolo di confronto. Ma non è tutto. Ci impegneremo anche per la realizzazione di un registro unico del Terzo Settore, vorremmo dar vita a un osservatorio internazionale e rilanciare il Servizio Civile Europeo. Anche per discutere di questi temi, invito il Centro Nazionale per il Volontariato (CNV) e tutto il volontariato italiano a Bruxelles, dove organizzeremo a breve un incontro con tutte le delegazioni europee del Terzo Settore».
Lo ha dichiarato a Lucca il presidente del Gruppo PSE (Partito del Socialismo Europeo) all’Europarlamento, Gianni Pittella, intervenendo al seminario di formazione civile denominato L’essenziale è invisibile agli occhi, svoltosi nella città toscana durante la recente tre giorni che ha aperto la stagione del nuovo Terzo Settore (se ne legga anche la nostra presentazione), curata dal CNV (Centro Nazionale per il Volontariato) e dall’FVP (Fondazione Volontariato e Partecipazione).

Il Terzo Settore, dunque, intende guardare oltre confine, per spingersi verso una dimensione internazionale. Non a caso, infatti, sarà proprio l’Europa il tema del prossimo Festival del Volontariato, in programma a Lucca dal 16 al 19 aprile 2015, come ha annunciato il deputato Edoardo Patriarca, presidente del CNV e dell’IID (Istituto Italiano per la Donazione), che nella sua veste di Parlamentare sta anche seguendo da vicino l’iter della riforma del Terzo Settore, della quale il presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva parlato per la prima volta proprio a Lucca, nello scorso mese di aprile, e che solo pochi giorni fa è stata annunciata alla Camera.

In generale, l’evento dei giorni scorsi è stato particolarmente intenso e partecipato, e ad esso hanno preso parte ospiti provenienti da tutto il Paese, con numerosi operatori dell’associazionismo. «Insieme – commenta Patriarca – abbiamo focalizzato le sfide e i problemi di questo mondo che, come dimostrano recenti ricerche, è in crescita. Dobbiamo alimentare la speranza».
Con Gianni Pittella, tra gli altri, hanno dialogato a Lucca anche Linda Laura Sabbadini dell’ISTAT, il costituzionalista Stefano Ceccanti, il giurista Gregorio Arena, il sociologo Aldo Bonomi e il portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore Pietro Barbieri. Tra gli ospiti, anche i giornalisti Luca Mattiucci, responsabile della sezione sociale del «Corriere della Sera» e Giovanna Rossiello di «Tg1 – Fa’ la cosa giusta».

Da ultimo, ma non ultimo, si è avuta anche la presentazione di un’indagine realizzata dall’IID, in collaborazione con il «Corriere della Sera Sociale», riguardante la citata campagna #NoProfitNoIva e centrata su un sondaggio telefonico che ha coinvolto quattromila cittadini italiani.
Interessanti gli esiti. È emerso infatti che il 65% del campione interpellato non sapeva che anche il non profit fosse soggetto all’IVA prima che avesse inizio quella campagna. Quasi il 50%, poi, ha chiesto che il non profit non paghi l’IVA, mentre il 36% si è detto d’accordo a un’IVA molto più agevolata.
E ancora, gli intervistati si sono divisi in parti pressoché uguali quando sono state chiamate in causa le donazioni in favore dei partiti politici: un primo terzo si è infatti dichiarato favorevole al fatto che continui ad essere più conveniente donare a un partito, un secondo terzo che sia più agevolata la donazione ad associazione benefiche e la restante parte che le due donazioni siano equiparate. «Un dato, questo, molto interessante – sottolinea Patriarca – perché ci permette di riflettere sul fatto che sia il non profit che la politica sono chiamati, oggi più che mai, a farsi interpreti delle istanze dei territori e dei cittadini, per far si che questi ultimi si riconoscano nel loro operato».
Quanto donano infine gli italiani in un anno? Quasi un quarto non dona affatto, mentre il 60% dona una cifra inferiore a 100 euro. «È importante però sottolineare – conclude Patriarca – che quasi l’80% sarebbe disposto ad aumentare questa cifra, potendo godere di maggiori agevolazioni fiscali. Si tratta di un dato molto importante che ci dà maggiore energia per proseguire il cammino iniziato con la riforma del Terzo Settore, verso l’obiettivo di riformare la tassazione che grava su di esso». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti:
– ufficiostampa@centrovolontariato.net
ornella.ponzoni@istitutoitalianodonazione.it

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