Nuovi strumenti per l’inclusione e il progetto di vita

Favorire l’inclusione sociale e il raggiungimento delle pari opportunità per le persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, rendendo concreto il diritto alla predisposizione di un progetto individuale, tramite sperimentazione di nuovi strumenti che ne individuino i bisogni, adattandoli a quelli delle persone con disabilità intellettive e/o evolutive in età adulta: consiste in questo il nuovo progetto dell’ANFFAS, che verrà presentato il 22 settembre a Roma

Donna con disabilità intellettiva insieme a una giovane

(foto di ANFFAS Massa Carrara)

«Favorire l’inclusione sociale e il raggiungimento delle pari opportunità per le persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, rendendo concreto il diritto, sancito dall’articolo 14 della Legge 328/00, alla predisposizione di un progetto individuale attraverso la sperimentazione delle cosiddette “matrici ecologiche”, strumento innovativo di screening [“individuazione”, N.d.R.] dei bisogni della persona, che saranno adattate alle esigenze delle persone con disabilità intellettive e/o evolutive in età adulta anche attraverso l’individuazione e la formazione della figura del case manager*. Tale sperimentazione consentirà di avviare percorsi innovativi di valutazione e progettazione, di misurare l’efficacia dell’utilizzo di tali strumenti e della figura del case manager e anche, cosa molto importante, di raccogliere e analizzare dati utili per orientare i decisori politici al miglioramento delle politiche di welfare e di sviluppo».

Consiste sostanzialmente in questo il nuovo progetto promosso dall’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), denominato appunto Strumenti per l’inclusione sociale – Matrici ecologiche e progetto individuale di vita per adulti con disabilità intellettive e/o evolutive, che è stato approvato e cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e che avrà una durata annuale (fino al mese di giugno del 2015), con la partecipazione di circa quindici strutture associative dell’ANFFAS, di mille persone con disabilità intellettiva e/o relazionale e dei loro familiari e operatori, oltreché del citato case manager, nuova e importante figura.
L’iniziativa verrà pubblicamente presentata il 22 settembre a Roma (Centro Congressi Cavour, Via Cavour, 50, ore 10), da Emanuela Bertini, Luigi Croce e Tiziana Pozzi, rispettivamente coordinatrice, supervisore/coordinatore scientifico e componente del gruppo tecnico/scientifico di coordinamento dell’iniziativa, durante un incontro condotto da Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS.

«Ancora troppo spesso – spiega il Presidente dell’ANFFAS – il diritto ad avere un progetto individuale non viene rispettato, con conseguenze pesanti e negative per la vita delle persone con disabilità coinvolte, poiché esso rappresenta uno strumento importante per poter creare percorsi personalizzati in cui i vari interventi volti all’inclusione siano coordinati in maniera mirata, massimizzando gli effetti degli stessi e riuscendo così a promuovere e a raggiungere davvero una reale inclusione scolastica, lavorativa, sociale e familiare della persona con disabilità, senza sovrapposizioni, ma indirizzando il tutto verso un’adeguata risposta alle particolari e individuali esigenze della persona beneficiaria».
«Come ANFFAS – prosegue Speziale – ci eravamo già ampiamente occupati negli anni scorsi del diritto al progetto individuale, con la campagna denominata Buon Compleanno 328! e ora quindi, tramite il Progetto Matrici, vogliamo compiere un passo avanti anche a livello scientifico, proprio grazie all’utilizzo e alla sperimentazione delle matrici ecologiche nelle strutture associative che si sono candidate a partecipare e allo sviluppo della figura del case manager. E attraverso questa iniziativa, vogliamo anche arrivare alla sfera istituzionale, dato che con i risultati che avremo, stileremo delle raccomandazioni per i decisori politici ed istituzionali e coinvolgeremo i principali portatori d’interesse anche per la pianificazione di attività e interventi mirati sul tema». (S.B.)

*In questo contesto, per “case manager” si intende un operatore titolare della responsabilità dei bisogni e dei progressi della persona, oltreché del coordinamento delle risorse.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: comunicazione@anffas.net.

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