In calo i servizi per i disturbi neuropsichici in età evolutiva

Sono tra i disturbi più diffusi in età evolutiva, comprendendo autismo, epilessia, depressione, dislessia, disabilità intellettiva, malattie neurodegenerative e neuromuscolari, paralisi cerebrali infantili e altro ancora, ma i servizi di assistenza e cura calano drammaticamente: è quanto emerso anche dal recente Congresso della SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza), il cui nuovo presidente è Antonella Costantino

Medico che visita bambinoOltre quattrocento specialisti hanno partecipato nei giorni scorsi a Roma al 26° Congresso Nazionale della SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza), che per l’occasione ha eletto alla propria Presidenza Antonella Costantino, direttore dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza e dell’Area Omogenea Salute Mentale, Dipartimento di Neuroscienze e Salute Mentale alla Fondazione IRCCS Ca’ Granda dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.

I disturbi neuropsichici dell’età evolutiva sono tra quelli più diffusi nell’infanzia, ma, purtroppo, ancora troppo poco considerati. Si stima infatti che essi colpiscano un bambino/adolescente ogni cinque, con situazioni molto diverse tra loro, che vanno dai disturbi dello spettro autistico all’epilessia, dalla depressione al disturbo del linguaggio, dalla dislessia alla disabilità intellettiva, dalle paralisi cerebrali infantili alle sindromi genetiche rare, dalle malattie neurodegenerative a quelle neuromuscolari e molte altre ancora.
Benché nella maggior parte dei casi un trattamento precoce e tempestivo possa modificare la prognosi, meno di un bambino/adolescente su quattro riesce ad accedere alle cure di cui ha necessità. Si calcola infatti che non siano più di 600.000 gli utenti dei servizi pubblici di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, a fronte di una popolazione complessiva sofferente di circa 3 milioni e 600.000 unità.
Negli ultimi dieci anni, poi, il numero dei pazienti seguiti dai Servizi di Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza è quasi raddoppiato (5% in più di nuove richieste all’anno, dal 2004 a oggi), mentre il numero degli operatori continua a diminuire (10% in meno solo nell’ultimo anno).
Il risultato è che ogni utente riceve sempre meno interventi, e le famiglie devono ricorrere sempre di più al privato, con costi rilevanti che in tempi di crisi economica sono sempre meno in grado di sostenere.

«Si tratta di gravi problemi – sottolinea Antonella Costantino – che la SINPIA ha anche segnalato in un documento inviato recentemente al ministro della Salute Beatrice Lorenzin. L’Italia ha ottimi modelli e buone normative, però non sempre applicate, e vi sono ampie disuguaglianze intra e inter-regionali. A fronte infatti di Regioni nelle quali è stato creato negli anni un adeguato sistema di servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza e dove vengono sostanzialmente garantite ai bambini e alle famiglie la presa in carico e la terapia, ve ne sono molte altre nelle quali mancano le strutture. In particolare, mancano i reparti per i ricoveri e le strutture semiresidenziali e residenziali terapeutiche, nonché, a volte, anche gli stessi servizi territoriali e/o il personale, o non sono comunque previste tutte le figure multidisciplinari necessarie per i percorsi terapeutici». (S.V.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio Stampa SINPIA (Sergio Vicario), svicario@metafora-mi.it.

La SINPIA
La Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza è un’Associazione Scientifica che ha per scopo lo sviluppo della ricerca e la promozione dell’aggiornamento culturale nell’ambito della prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione delle patologie neurologiche, neuropsicologiche e/o psichiatriche dell’infanzia e dell’adolescenza (da 0 a 18 anni) e di tutti i disordini dello sviluppo del bambino nelle sue varie linee di espressione (psicomotoria, linguistica, cognitiva, intellettiva, relazionale). Essa si prefigge inoltre la valorizzazione di tali attività in tutte le sedi e Istituzioni regionali, nazionali e internazionali, che legiferano in materia sanitaria e/o sociale e che sono deputate alla tutela della salute della collettività.

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