In Sardegna ci si confronta sui diritti

Lo si incomincerà a fare il 26 settembre a Settimo San Pietro (Cagliari), durante un seminario promosso dalla FISH Sardegna, insieme alla FAND regionale, che sarà il primo di una serie di appuntamenti analoghi, in altri Comuni dell’Isola, per avviare appunto un serrato momento di confronto, coinvolgendo rappresentanti istituzionali, operatori sociali e dirigenti di associazione di persone con disabilità, a partire dall’esigibilità dei diritti

Loghi di tutte le forme di disabilità, su sfondi coloratiIl seminario denominato Azioni di rete e Modelli organizzativi per la programmazione dei servizi integrati alla persona, promosso per venerdì 26 settembre a Settimo San Pietro, in Provincia di Cagliari, dalla FISH Sardegna (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), con la FAND regionale (Federazione tra le Associazioni Nazionali di Persone con Disabilità), sarà il primo di una serie di appuntamenti analoghi che riguarderanno altri Comuni dell’Isola, per avviare un ampio aggiornamento e un serrato momento di confronto, rivolti agli operatori sociali e ai dirigenti di associazione di persone con disabilità.
«L’obiettivo – spiega infatti Alfio Desogus, presidente della FISH Sardegna – è quello di mettere a confronto gli utenti (i dirigenti di associazione) con gli operatori sociali e socio-sanitari, su temi riguardanti la programmazione regionale del settore, i piani locali unitari dei servizi, l’accesso e la compartecipazione dei cittadini ai costi delle prestazioni e l’esigibilità dei diritti. In tal senso, sono previste relazioni e comunicazioni dei Presidenti delle Federazioni Sarde di persone con disabilità, dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), di amministratori e responsabili regionali di settore delle ASL e dell’Ordine Regionale degli Assistenti Sociali. La riflessione e il dibattito saranno inoltre finalizzati alla predisposizione di documenti finali e proposte operative, per le conseguenti iniziative da attuare a livello di Istituzioni regionali. In particolare, verrà rilanciata l’esigenza di avviare una semplificazione istituzionale e strumenti unitari per la programmazione e l’attuazione degli interventi».
«Il territorio sardo – sottolinea a tal proposito Desogus – è affollato da numerosi enti e organismi che spesso fra loro non collaborano, generando frammentazione e disomogeneità. Perseguire l’obiettivo riassumibile nelle parole “un territorio, un governo” si rende pertanto necessario, se si vuole arrivare a risultati tempestivi, efficaci, economici e appropriati. Riprendere e rilanciare la cultura e la politica dei servizi integrati significa infatti riaffermare la multifattorialità che concorre alla salute e al benessere del cittadino. E significa anche riaffermare la centralità della persona come premessa per la valutazione e la progettazione degli interventi finalizzati al sostegno del benessere psicofisico e socio-relazionale».

Unitarietà delle prestazioni, coordinamento territoriale e accordi di programma delle Istituzioni socialmente partecipate diventano quindi, secondo il Presidente della FISH Sardegna, «un passaggio sempre meno eludibile, anche alla luce dei tagli delle risorse e del prossimo superamento delle attuali Province, seguito dalla nascita della città metropolitana di Cagliari. Di fronte a ciò, intraprendere azioni di razionalizzazione, armonizzazione e qualificazione delle strutture e delle diverse professionalità, può essere il “modo giusto” per dare appunto una risposta positiva alla politica dei tagli e delle restrizioni che vanno a scapito dei servizi comunali e delle prestazioni programmate».

Importante, infine, anche il tema della partecipazione. Se infatti, come ricorda Desogus, «le persone con disabilità e le loro organizzazioni in Sardegna sono certamente disponibili al confronto sulle scelte da adottare, riteniamo però che non sia sufficiente limitare la nostra presenza alla sola proposta, ma vogliamo partecipare alla qualificazione dei servizi e delle prestazioni, da realizzare all’insegna dell’universalità, della domiciliarità e del decentramento territoriale dei servizi stessi». «Per queste ragioni – conclude – riteniamo importante che la Regione Sardegna proceda da subito alla costituzione sia della Commissione Regionale per la Programmazione dei Servizi Integrati, sia a quella della Consulta Regionale sulle Disabilità, due provvedimenti necessari, previsti da specifiche Leggi Regionali, che giacciono nei cassetti regionali da ben otto anni». (S.B.)

Il programma completo dell’incontro del 26 settembre a Settimo San Pietro (Casa Dessì, Via Gramsci, ore 9.14) è disponibile nel sito della FISH Sardegna. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: fishsardegna@tiscali.it.

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