Dieci anni di lavoro per le persone con disabilità mentale

Durante l’“Open Day” del 29 settembre scorso, la Comunità Capodarco di Roma ha festeggiato per tutta la giornata i traguardi raggiunti in dieci anni con i propri Laboratori Sociali, strumento unico nel panorama dei percorsi assistenziali e terapeutici rivolti a persone con disabilità, basato principalmente sul lavoro, ritenuto il più importante tra i fattori riabilitativi

Persone impegnate nei Laboratori Sociali della Comunità Capodarco di Roma

Persone impegnate nei Laboratori Sociali della Comunità Capodarco di Roma

Dieci anni di Laboratori Sociali, dieci anni di impegno concreto per la promozione di percorsi innovativi in favore di persone con disabilità mentale: durante l’Open Day del 29 settembre scorso, la Comunità Capodarco di Roma ha festeggiato per tutta la giornata questi traguardi, aprendo i Laboratori al territorio, alle famiglie e alle istituzioni, per far conoscere loro le potenzialità di questo strumento, unico nel suo genere nel panorama dei percorsi assistenziali e terapeutici rivolti a persone con disabilità. Questo infatti sono stati e sono tuttora i Laboratori Sociali, un esperimento capace di promuovere l’autonomia di persone con disabilità il cui fattore riabilitativo più importante è principalmente il lavoro.
«Si tratta di un progetto di alto valore sociale – ha dichiarato per l’occasione Giancarlo Penza, delegato dall’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma – di una risposta tangibile ai bisogni di molte famiglie, che manifesta alta qualità della proposta socio-riabilitativa, oltre a serietà e competenza di tutti gli attori coinvolti nel progetto».

I Laboratori Sociali della Comunità Capodarco di Roma, lo ricordiamo, sono strutturati su tre aree di intervento, una occupazionale, una espressiva e una di sostegno alla genitorialità. L’area del lavoro è certamente quella centrale, sia per l’innovatività dell’approccio terapeutico, sia in termini di risorse e impegno dei partecipanti.
All’Open Day del 29 settembre, sono stati in molti a poter osservare direttamente sul posto come interagiscano questi tre processi, ma soprattutto quali risultati essi procurino sul benessere delle persone con disabilità coinvolte. In tanti infatti, hanno potuto toccarne con mano i lavori, hanno interagire con i macchinari e il forno della ceramica, oltreché con l’impastatrice della pasta fresca.
In sostanza, la finalità del progetto – gestito in convenzione con il Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute di Roma Capitale – è quella di garantire la continuità del processo socio-assistenziale a persone che necessitano di risposte articolate, personalizzate, mirate, costruite intorno alla loro reale situazione personale e familiare. (E.F.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficio stampa@capodarco.it.

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