Dopo di noi: in Toscana qualcosa si muove

Si chiamerà così il convegno del 4 ottobre a Lucca, voluto da DIPOI, coordinamento toscano di tante associazioni impegnate per il “durante e dopo di noi”, che tentano cioè di costruire percorsi di vita dignitosa e il più autonoma possibile per le persone con disabilità. L’occasione sarà quanto mai propizia, da parte delle stesse associazioni, per chiedere alle ASL e alle Istituzioni di affiancarle nel promuovere l’organizzazione di servizi alla persona

Giovane con disabilità insieme alla sorellaBen quarantasei associazioni si sono messe insieme per far sentire la propria voce alle Istituzioni locali e alla Regione Toscana. Si occupano del cosiddetto “durante e dopo di noi”, cioè di come costruire percorsi di vita dignitosa e più autonoma possibile per le persone con disabilità, con un occhio appunto al “dopo di noi”, quando cioè i figli non avranno più i genitori ad assisterli.
Le realtà che operano in tale àmbito sono costituite spesso dalle famiglie dei ragazzi e delle ragazze con disabilità e molte delle organizzazioni coinvolte gestiscono anche servizi o strutture residenziali e semiresidenziali.
Il coordinamento di esse – vera e propria “associazione di secondo livello” – si chiama DIPOI e si ritroverà per la sua Assemblea a Lucca, sabato 4 ottobre, all’interno della Rassegna Dire&Fare (Sala Blu della Casa del Boia, Via dei Bacchettoni), organizzata dall’ANCI Toscana (Associazione Nazionale Comuni Italiani).

Nel pomeriggio dello stesso giorno, quindi (ore 15), DIPOI, insieme al CNV (Centro Nazionale per il Volontariato) e alla Fondazione Volontariato e Partecipazione, si confronterà con le Istituzioni e con altri soggetti che lavorano su questi temi, nel corso del convegno denominato Dopo di noi: in Toscana qualcosa si muove, con l’obiettivo di presentare e discutere le novità degli ultimi mesi, sul “durante e dopo di noi”, sia dal punto di vista normativo e politico che da quello delle associazioni.
L’occasione sarà pertanto quanto mai propizia, da parte di queste ultime, per chiedere alle ASL e alle Istituzioni locali di affiancarle nel promuovere l’organizzazione di servizi alla persona per l’integrazione sociale nella fase del “durante noi” e di strutture residenziali e semiresidenziali per il “dopo di noi”, promuovendo le buone pratiche riscontrabili in Toscana e nel resto d’Italia.
Al tavolo della discussione – moderato dal direttore della rivista « Volontariato Oggi» Giulio Sensi – interverranno Patrizia Frilli, presidente di DIPOI, Arturo Lattanzi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Andrea Bicocchi, vicepresidente vicario del Cesvot (Centro Servizi Volontariato Toscana), Alessandro Bianchini, presidente della Fondazione Volontariato e Partecipazione, il deputato Filippo Fossati, relatore di una Proposta di Legge sul “dopo di noi” e Simone Millozzi, sindaco di Pontedera (Pisa) e componente del Direttivo di ANCI Toscana.

«Non ci sognamo di sostituirci agli Enti Pubblici -spiega Patrizia Frilli – e tuttavia molte volte, purtroppo, i Comuni, per vari motivi, sono incapaci di dare risposte giuste e tempestive. Tante parole vengono spese, mentre le Istituzioni dovrebbero fare in modo che rimanesse solo sulla carta quello che viene scritto, ma che venisse anche attuato».
«La famiglia – aggiunge – è una risorsa in tutti sensi, ma va ascoltata e sostenuta. Gli Enti Pubblici, in sostanza, devono dare più importanza e di conseguenza più forza alle associazioni di volontariato perché è lì che si trovano le maggiori risorse per dare un futuro più sereno alle persone con disabilità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@centrovolontariato.net.

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