Un diritto esigibile a singhiozzo

Mancano i soldi per il trasporto degli alunni con disabilità e il Commissario della Provincia di Caltanissetta – ricalcando dinamiche presenti in tutta la Sicilia – chiede a chi se ne occupa di riprendere il servizio per una settimana, in attesa dei fondi promessi dalla Regione, salvo tornare a sospenderlo, se quei fondi non arrivassero! «Un diritto esigibile a singhiozzo, una vera offesa alle famiglie», denuncia l’ANFFAS Sicilia, secondo la quale «è ora di dire basta!»

Realizzazione grafica con una mano e la scritta BASTA! in bianco su sfondo nero«Raccogliamo e facciamo nostre le parole e lo sfogo del presidente dell’ANFFAS di Caltanissetta, il quale ha riferito che il 15 settembre è iniziata la scuola per tutti gli studenti, tranne che per quelli con disabilità. Le loro famiglie, infatti, pur essendo titolari del diritto di usufruire del trasporto casa-scuola-casa, non sono nemmeno state avvisate dalla Provincia [Ente cui spetta di provvedere a tale servizio per le scuole superiori, N.d.R.] che per loro il servizio non sarebbe ripartito».
Lo si legge in una nota diffusa dall’ANFFAS Sicilia (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), secondo la quale sembra che «la Provincia di Caltanissetta non abbia più soldi per far fronte al pagamento delle fatture arretrate (settembre 2013/marzo 2014 e aprile/giugno 2014 da contabilizzare) alle cooperative che svolgono il servizio di trasporto. Una situazione, questa, che si conosceva benissimo già da mesi,ma che non è stata minimamente affrontata con le dovute precauzioni dal Commissario dell’Ente Locale».
A questo punto il Commissario della Provincia nissena avrebbe presentato alla Regione Siciliana la richiesta di 900.000 euro, con cui verrebbero pagate parte delle spettanze alle cooperative e le retribuzioni al personale pubblico. Egli avrebbe quindi chiesto «una dimostrazione di responsabilità» alle cooperative, chiedendo di riprendere il servizio per una settimana, salvo tornare a sospenderlo, se non dovesse arrivare il pagamento dalla Regione!

«Questa – sottolinea con durezza l’ANFFAS Sicilia – altro non è che un’offesa pura e semplice ai ragazzi con disabilità e alle loro famiglie. Un diritto esigibile a singhiozzo, un’integrazione sociale discontinua, il diritto all’istruzione legato ai soldi: è una vera pazzia, una discriminazione ai danni dei nostri figli che la Pubblica Amministrazione si ostina a considerare e a trattare come “ultimi”».
«Come organismo regionale – ricordano dall’Associazione – riceviamo quotidianamente le rimostranze e lo sfogo di genitori ai cui figli viene negato il diritto allo studio, che si esercita anche attraverso l’erogazione del servizio di trasporto, oltreché assegnando il sostegno, l’assistenza di base o quella specialistica. Si tratta di un fenomeno, purtroppo, largamente diffuso in tutta la Sicilia, con le famiglie sempre più stanche e stremate di condurre giornalmente vere e proprie “guerre stellari” per far riconoscere sacrosanti diritti sanciti da Leggi di questo Stato e di questa Regione. E mentre nel resto d’Italia cominciano ad attuarsi i provvedimenti per una riforma dell’Ente Provincia [conseguente alla Legge 56/14, “Disposizioni sulle Città Metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni”, la cosiddetta “Legge Delrio”, N.d.R.], nell’Isola, pur essendoci una Legge di riforma regionale del suddetto Ente, vige un generalizzato regime di Commissariamento con il quale non si possono riuscire a superare le criticità legate ai servizi scolastici, aggravando le difficoltà e i disagi delle famiglie di alunni con disabilità».

La nota dell’ANFFAS siciliana si chiude dunque lanciando un appello a voce alta: «Chiediamo ai genitori degli alunni con disabilità e alle associazioni che si occupano comunque di disabilità, di unirsi a noi in un’azione di rimostranza forte e decisa, per difendere la vita dei nostri figli. Tagliare sempre e comunque la spesa sociale è divenuto ormai il ritornello di tutti gli Amministratori Pubblici senza coraggio e con il solo pensiero fisso che la disabilità sia un peso per i bilanci pubblici. Tutto ciò va fermato, tramite l’azione leale e legale di tutti noi».
«Pertanto – conclude la nota – chiunque abbia a cuore queste problematiche si metta in contatto con la nostra Associazione – e per il caso specifico qui riportato con l’ANFFAS di Caltanissetta – perché solo attraverso l’unione tra tutti coloro che vivono, direttamente o indirettamente, la disabilità, sarà possibile farsi ascoltare e cominciare a risolvere i problemi che ci attanagliano da sempre. È giunta infatti l’ora di dire forte e chiaro: basta!». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ANFFAS Sicilia (info@anffasicilia.net); ANFFAS Caltanissetta (m.nicosia@siculaciclat.it).

Stampa questo articolo