Anni difficili, ma alla fine un risultato esaltante

«Le mie lotte – scrive Marisa Melis, madre di una ragazza con disabilità – mi hanno portato a far cambiare istituto a mia figlia nelle scuole superiori e ad inserirla in un altro, dove ci hanno dato la possibilità di seguire un percorso curricolare. La ragazza, sentendosi gratificata, ci ha messo tutto il proprio impegno, conseguendo la qualifica di operatore grafico multimediale con una buona votazione e dopo avere sostenuto gli esami con tutti i compagni»

Classe di scuola superiore

Presiedo in Sardegna una nuova Associazione fatta di persone che hanno alle spalle una lunga e proficua esperienza nel mondo del volontariato, tutti genitori di ragazzi “speciali”.
Vorrei rendere partecipi i Lettori di quanto la famiglia sia importante e porti la sua firma nel percorso di vita scolastica dei nostri figli.
Mi spiego meglio: la famiglia può fare tanto, con le sue decisioni, perché il proprio figlio sia inserito – se ne ha le potenzialità – in un percorso scolastico “normale” e non “differenziato”. Molte volte sono scontri importanti con la scuola, ma devono sempre essere scontri tra la scuola e i genitori e non tra la scuola e il ragazzo o la ragazza con disabilità. La scelta della famiglia, infatti, di non firmare per un percorso differenziato, può portare a volte a un certo grado di “acidità” da parte delle “maestranze”, che pensano a una sorta di affronto verso le Istituzioni. Invece è la famiglia che conosce i comportamenti del proprio figlio, che capisce quando questi è accettato in un contesto e “vive” tranquillamente e quando invece viene “emarginato” ed “evitato”, ciò che lo porta a chiudersi a riccio e ad isolarsi, non sentendosi “amato” e avvertendo di essere fuori da quello stesso contesto. Ecco che allora viene definito come “fuori da ogni logica”, per cui deve per forza – a parer loro – fare un percorso “differenziato”…

Le mie lotte mi hanno portato a far cambiare istituto a mia figlia nelle scuole superiori e ad inserirla in un altro, dove non sapevo cosa avrei trovato. E invece proprio lì ho trovato quello che cercavo. Ci hanno dato infatti la possibilità di seguire un percorso curricolare e la ragazza, sentendosi gratificata, ha messo tutto il proprio impegno, che l’ha portata a conseguire la qualifica di operatore grafico multimediale (la scuola superiore dura cinque anni, ma al terzo si può conseguire la qualifica e poi proseguire).
Con un programma curriculare – lo ripeto – mia figlia si è classificata con una votazione di 83 centesimi (75 agli orali, 97 agli scritti e 80 nella prova pratica), sostenendo gli esami con tutti i suoi compagni. Un risultato eccellente per una ragazza che, secondo “altri contesti”, avrebbe dovuto svolgere un programma “differenziato”.

Sono stati anni difficili. La ragazza è molto determinata e come nello sport – dove ha conseguito il massimo nel karate, diventando campionessa regionale della sua categoria -, si è impegnata tantissimo. Tante le ripetizioni e tanto l’impegno da parte di Martina che ora, però, può godersi questo risultato esaltante. E siccome sembra proprio che le nostre lotte siano servite, dico ai genitori: «Non mollate mai!».
Loro sono la cosa più importante e il loro benessere è la nostra gioia perché vederli contenti ci rasserena con il resto del mondo!

Presidente dell’Associazione Mondi Paralleli.

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