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Nelle Marche arriva una legge sull’autismo

Foto in bianco e nero di profilo di ragazzo davanti a un vetro che riflette la sua immagineIn attesa di poter esaminare nei dettagli il testo definitivo, va considerato certamente come un passaggio significativo quello dell’approvazione avvenuta oggi (7 ottobre), da parte dell’Assemblea Legislativa delle Marche, di una legge regionale organica sull’autismo (Disposizione in materia di disturbi dello spettro autistico).
Ad annunciarlo in una nota, è stato lo stesso assessore regionale ai Servizi Sociali Luigi Viventi, sottolineando come «già dal primo decennio del 2000, la Regione avesse approvato e messo in pratica un progetto specifico sull’autismo. La Legge ora approvata ha la finalità principale di promuovere condizioni di benessere e di inclusione sociale delle persone con disturbi dello spettro autistico. In particolare, attraverso una rete integrata di servizi, garantisce percorsi diagnostici, terapeutici, riabilitativi e assistenziali per la presa in carico di minori e adulti con disturbi dello spettro autistico. Inoltre, persegue l’integrazione sociale, scolastica e lavorativa di tali soggetti, riconoscendo il ruolo determinante della famiglia, quale parte attiva nell’elaborazione e attuazione del progetto globale di vita».

Secondo l’Assessore Regionale, la nuova norma potrà portare anche a un preciso censimento dei cittadini marchigiani che soffrono di disturbi dello spettro autistico, «consentendo così un’adeguata programmazione dei fondi e delle strategie e garantendo, in questo modo, l’esercizio concreto del diritto alla salute».
Ad oggi, infatti – problema presente in numerose altre Regioni italiane -, non esiste affatto un dato certo sul numero dei soggetti con disturbi dello spettro autistico presenti nelle Marche. Tutto quel che si sa, infatti, è che nel 2013 sono stati 218 i ragazzi ad usufruire di almeno un intervento previsto dalla Legge Regionale 18/96 (Promozione e coordinamento delle politiche di intervento in favore delle persone in condizione di disabilità), di volta in volta in àmbito di assistenza domiciliare ed educativa, di progetti di integrazione e socializzazione presso i Centri Sociali di Aggregazione, di trasporto, di frequenza dei CSER (Centri Socio Educativi Riabilitativi), di integrazione scolastica e lavorativa e di attività per l’integrazione, e che a questi vanno aggiunti gli adulti e le persone affette da più patologie. (S.B.)

Ringraziamo il Gruppo Solidarietà per la collaborazione.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Stampa e Comunicazione Istituzionale della Regione Marche (caporedattore Renzo Pincini), renzo.pincini@regione.marche.it.