La nostra, dura “sfida per le autonomie”

Nel momento in cui plaudono alla scelta di avere dedicato alle autonomie la Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down, le Associazioni ANFFAS e Piccoli Fratelli di Modica (Ragusa) non possono però non denunciare l’estrema gravità di «un’altra dura “sfida per le autonomie”» nei loro Distretti, dove tanti cittadini – compresi quelli con disabilità – hanno subìto da un giorno all’altro, e nel più assordante silenzio, la sospensione dei servizi

Ombra di uomo in carrozzina su sfondo bianco«Nei giorni in cui plaudiamo alla Giornata Nazionale delle Persone Down [di tale evento si  legga ampiamente nel nostro giornale, N.d.R.], voluta dal CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down), per raccogliere fondi utili a progetti che accrescano le autonomie delle persone con sindrome di Down, non possiamo però non ricordare un’altra dura “sfida per le autonomie” che si sta svolgendo proprio in questi giorni, e nel nostro Distretto, causata dalla sospensione di tutti i servizi afferenti alla Legge 328/00 [“Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”, N.d.R.]».
Il messaggio arriva dall’ANFFAS di Modica (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) e dalla ONLUS Piccoli Fratelli della stessa città in provincia di Ragusa, che intendono in tal modo denunciare «l’estrema gravità di quanto verificatosi in queste settimane, a causa della mancata reiscrizione in bilancio da parte della Regione Sicilia della somma relativa alla seconda annualità del Piano di Zona». E ciò è estremamente grave, sottolineano i rappresentanti delle due Associazioni, «sia perché molti cittadini (compresi quelli con disabilità) sono stati da un giorno all’altro “sospesi” nei loro diritti, e saranno gli unici a fare le spese di questa “operazione contabile”, sia perché ciò è avvenuto nel più assordante silenzio».

«Ci chiediamo quindi – è la conclusione della nota diffusa da ANFFAS e Piccoli Fratelli – se le nostre Istituzioni stiano facendo tutto il possibile per garantire la continuità di servizi essenziali affinché tanti possano vivere in serenità il loro quotidiano, misurandosi, per quanto possibile, in una vita autonoma». «Che ne è – chiedono poi, citando un esempio concreto – dei cosiddetti “Fondi PAC”, destinati proprio a migliorare l’offerta dei servizi per i soggetti più deboli?».
I “Fondi PAC” – ove l’acronimo sta per Piano d’Azione e di Coesione – sono, lo ricordiamo, una serie di risorse presenti all’interno di un programma nazionale avviato d’intesa (e con il sostegno concreto) dell’Unione Europea, rivolto segnatamente ai servizi per l’infanzia e agli anziani non autosufficienti. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@anffasmodica.it.

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