Pronti a mobilitarci contro i tagli delle risorse

«La Legge di Stabilità diminuisce ancora le risorse destinate alle persone con disabilità»: lo si legge in una nota della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che insieme alla Federazione FAND, dichiarerà nei prossimi giorni al Governo l’intento di attivare una decisa mobilitazione contro tale prospettiva. Una mobilitazione è già stata preannunciata anche dal Comitato 16 Novembre (Associazione Malati SLA e Malattie Altamente Invalidanti)

Manifestazione di protesta di persone con disabilità

Una manifestazione di protesta di persone con disabilità

Parte citando una serie di dati oggettivi, la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), nel commentare in una nota la Legge di Stabilità licenziata nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri. «L’ISTAT – si legge infatti nel comunicato della Federazione – certifica che in Italia la spesa sociale per la disabilità è inferiore di mezzo punto di PIL [Prodotto Interno Lordo, N.d.R.] rispetto alla media dell’Unione Europea e che nel nostro Paese la spesa pro capite è di 423 euro all’anno (media dell’Unione Europea 536), con la Germania che ne spende 277 in più e la Croazia 100. In termini assoluti il divario rispetto all’Unione è di circa 8 miliardi di euro. Se osserviamo gli effetti pratici, ciò significa esclusione sociale, marginalità, impoverimento progressivo delle persone con disabilità e dei loro familiari che spesso sono gli unici caregiver [assistenti di cura, N.d.R.], in un’assenza di politiche certe e strutturate».
Ebbene, prosegue la nota, «nonostante questo evidente divario, la Legge di Stabilità presentata dal Governo all’Unione Europea e al Parlamento diminuisce ancora le risorse destinate alle persone con disabilità, incentivandone ulteriormente l’esclusione, la segregazione, l’impoverimento. Per il 2015, infatti, il già inadeguato Fondo per le Non Autosufficienze subirà un taglio di 100 milioni, passando a 250 milioni ed esangue rimane anche il Fondo Nazionale delle Politiche Sociali, con i suoi 300 milioni. Aggiungendo poi a tale scenario i tagli agli Enti Locali, la prospettiva in termini di servizi risulta davvero tetra per milioni di italiani».

«Si tratta – sottolinea Vincenzo Falabella , presidente della FISH – di un segnale molto grave che va al di là degli stessi numeri. Il Governo Renzi, infatti, sostiene l’utilità di “rompere” o allentare il patto europeo sull’austerità, ma non intende ridurre lo spread sulle spese sociali per la disabilità, una delle principali cause di impoverimento. Al contrario, restituire diritto di cittadinanza attraverso l’inclusione sociale alle persone con disabilità significa liberare energie sia dei diretti interessati che dei loro familiari. Non siamo certo gli unici a sostenere che le minoranze liberate dalla condizione di discriminazione producono sviluppo economico. Quello sulla disabilità è un investimento e non una spesa».
«Questo taglio – si legge ancora nella nota della FISH – è doppiamente grave perché dimostra una logica che non è né di uguaglianza né di sviluppo. Mantiene e respinge le persone nell’esclusione e nella segregazione anziché liberare energie e liberare energie significa ad esempio restituire opportunità ai 200.000 studenti con disabilità nella scuola e nell’università, significa far uscire dai Centri Diurni, da quelli riabilitativi, dalle RSA [Residenze Sanitarie Assistenziali, N.d.R.], dagli istituti le centinaia di migliaia di persone con disabilità che vi sono confinate. Significa offrire loro strumenti anche per l’autodeterminazione, verso l’inclusione, lontano dalla segregazione. Significa consentire alle persone di poter scegliere dove e come vivere, senza che siano costretti in luoghi e soluzioni “speciali».
«Il percorso di vita indipendente – sottolinea Falabella – necessita del sostegno e dei servizi tipici del welfare che facilitino il percorso di autonomia e libera scelta. Il welfare di domani dev’essere la liberazione di energie, oltre che buona occupazione per chi ci lavora. Su questi temi sfidiamo il Governo: contro l’ingiustizia e per lo sviluppo. Dalla carità all’investimento».

Il prossimo 23 ottobre, per altro, la FISH, insieme alla FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali di Persone con Disabilità) e al Comitato 16 Novembre (Associazione Malati SLA e Malattie Altamente Invalidanti), è stata invitata a un tavolo presso il quale saranno presenti i Sottosegretari alle Politiche Sociali, alla Salute e all’Economia e Finanze, per parlare proprio di Fondo per le Non Autosufficienze.
«Verosimilmente – è l’amara dichiarazione di Falabella – ci verrà notificato il taglio del Fondo, già ben noto a chiunque abbia letto la bozza della legge di stabilità. A quegli interlocutori non potremo che esprimere la nostra decisa contrarietà e l’intento di attivare una decisa mobilitazione. Riteniamo infatti che il Fondo per le Non Autosufficienze debba essere portato, nel giro di tre anni, a un miliardo di euro e che analoga sorte debba essere prevista anche per il Fondo delle Politiche sociali».
Né le richieste della FISH si limitano al tema delle risorse, guardando infatti anche alla necessità di una più profonda azione politica per l’inclusione delle persone con disabilità. «Con tutto il rispetto per il ruolo dei tre Sottosegretari – afferma infatti il Presidente della Federazione – crediamo che vista l’estrema urgenza e la rilevanza dei temi e delle prospettive in gioco, debba intervenire direttamente il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, del quale chiediamo pubblicamente la presenza al tavolo del 23 prossimo».

Dal canto suo, anche il Comitato 16 Novembre – che come accennato, è stato invitato insieme a FISH e FAND al tavolo governativo del 23 ottobre prossimo – prende duramente posizione contro la Legge di Stabilità, preannunciando sin d’ora un presidio permanente per il 4 novembre prossimo, davanti al Ministero dell’Economia.
«Non ci stiamo – dichiara tra l’altro in una nota Salvatore Usala, segretario del Comitato – contestiamo tutto». «Avete proclamato 18 miliardi di minori tasse – afferma poi, rivolgendosi direttamente ai rappresentanti del Governo – e tagliate quella miseria di pane ai disabili gravi!».
«Noi vogliamo almeno un miliardo – conclude Usala – e il 4 novembre davanti al Ministero dell’Economia vi presenteremo un programma dettagliato». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it; comitato16novembre@gmail.com.

Stampa questo articolo