Ma allora non era solo burocrazia!

Come denuncia infatti la Consulta delle Persone con Disabilità del Municipio IX di Roma, quel progetto di fattoria sociale rivolto al benessere della parte più fragile della popolazione e presentato ormai da anni dall’Associazione La Terra dei Sogni, era stato ufficialmente bloccato per ostacoli burocratici, ma poi l’Ente Locale avrebbe assunto decisioni a dir poco contraddittorie. Per spiegarlo, è stata indetta una conferenza stampa per il 25 ottobre

Persone con disabilità dell'Associazione La Terra dei Sogni di Roma

Persone con disabilità dell’Associazione La Terra dei Sogni di Roma

Quel sogno si deve realizzare, avevamo intitolato nella primavera scorsa il testo con cui raccontavamo la cronistoria di quel progetto di fattoria sociale presentao ormai da qualche anno dall’Associazione romana La Terra dei Sogni, con l’appoggio e la collaborazione della Consulta delle Persone con Disabilità del Municipio IX (ex XII) della Capitale, ma bloccato dall’Ente Locale, apparentemente a causa di ostacoli burocratici.
Lo avevano annunciato con amarezza Rosaria Uccello e Luciana Gennari, vicepresidente e presidente della citata Consulta, sottolineando come le persone con disabilità del Municipio IX di Roma stessero perdendo la speranza di poter realizzare appunto quella fattoria sociale, «dove mettersi in gioco, sperimentare le proprie autonomie, imparare da altre diverse fragilità a uscire dall’isolamento della propria disabilità».

Fatti nuovi, da allora, si sono verificati e su di essi la Consulta ha deciso di convocare una conferenza stampa per sabato 25 ottobre (Sala Consiliare dell’ASL Roma C, Via Marotta al Terzo Ponte, ore 11), allo scopo, come si legge in una nota, di «informare la stampa e l’opinione pubblica, anche con la distribuzione di materiale specifico, su gravissimi episodi di discriminazione e irregolare utilizzo a fini sociali di beni pubblici presenti sul territorio del Municipio IX».
Ma che cosa dunque è accaduto esattamente? Che a quanto pare quelli che sembravano “semplicemente” ostacoli burocratici, tali non erano o per lo meno non solo. Bene lo spiega Rosaria Uccello, che anticipa qui di seguito quanto verrà riferito nella conferenza stampa del 25 ottobre e alla quale cediamo ben volentieri la parola.

«La scorsa primavera – ricorda dunque Uccello – avevamo raccontato la storia di un casale, prima assegnato a un’Associazione di famiglie di persone disabili La Terra dei Sogni, per un progetto di autonomia da attuare attraverso una fattoria sociale e poi ritirato dalla nuova Amministrazione Municipale, in quanto per il Dipartimento del Patrimonio di Roma Capitale, i beni pubblici non possono essere concessi per assegnazione diretta, ma solo tramite bando. Vi avevamo raccontato del lungo peregrinare di quelle famiglie, tra colloqui, incontri, mediazioni con la politica romana, ben consapevoli dell’alta rilevanza sociale del progetto, per altro inserito nel Piano di Zona del Municipio IX, e intenzionate a trovare una soluzione, vista la cospicua somma già investita dall’Associazione nei lavori di ristrutturazione e l’inadeguatezza delle risposte del territorio agli enormi e impellenti bisogni di questa parte di popolazione, cui il progetto può venire incontro».
«Il sindaco Marino, l’assessore comunale al Patrimonio Nieri, il presidente del Municipio IX Santoro: a tutte queste porte – prosegue la Presidente della Consulta – sia La Terra dei Sogni che noi siamo andati a spiegare le ragioni delle famiglie. Nel frattempo, però, una Delibera della Giunta Capitolina assegnava direttamente, fuori bando, una bellissima struttura a un’ìimportante ONLUS e sempre nel Municipio IX un’altra assegnazione diretta veniva predisposta per un progetto sociale “sperimentale”. In quali casi, ci chiediamo dunque, vale il principio di trasparenza e di legalità e, soprattutto, quale affidabilità possono avere esponenti politici che promettono e poi non mantengono, fissano appuntamenti e poi non si presentano, prendono decisioni chiare e nette all’interno di tavoli istituzionali e il giorno dopo ritornano bellamente sui propri passi?».
«Possibile – conclude Uccello – che l’arroganza del potere permetta tali chiusure, oppure ci sono in ballo interessi più tangibili, di fronte ai quali dei semplici cavilli burocratici possono rendere meno prioritario e quindi facilmente accantonabile il benessere della parte più fragile della popolazione?».
Quesiti pressanti e posti molto chiaramente, che diffondiamo a nostra volta, girandoli direttamente ai destinatari istituzionali cui sono stati rivolti. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: presidenza@famigliedisabili.org; laterradeisogni@libero.it.

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