Verso una nuova alleanza tra volontariato e politica?

Realmente si riusciranno a perseguire i tre obiettivi che accomunano politica e volontariato, ovvero la valorizzazione di sussidiarietà e partecipazione, lo sviluppo di cittadinanza e comunità e il dare importanza alla funzione educativa e formativa del volontariato? Di questo e molto altro si può leggere in “Volontariato e politica: verso una nuova alleanza”, interessante pubblicazione del Cesvot (Centro Servizi Volontariato Toscana)

Realizzazione grafica con omini che parlano a nuvole di fumetti vuote

In quale modo riempiranno quelle nuvolette il mondo del volontariato e quello della politica?

«Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio, sortirne insieme è politica, sortirne da soli è avarizia»: è con questa citazione di don Lorenzo Milani che si apre il volume intitolato Volontariato e politica: verso una nuova alleanza, curato da Rossana Caselli dell’Università del Terzo Settore e pubblicato dal Cesvot (Centro Servizi Volontariato Toscana) nella propria collana “I Quaderni”.
Nel libro vengono pubblicate due ricerche promosse dallo stesso Cesvot, la prima delle quali condotta dall’Università del Terzo Settore e dedicata all’evoluzione storica del volontariato e del suo ruolo politico. L’altra, invece, è stata realizzata dall’Università di Siena, analizzando il ruolo del volontariato nella formazione della classe dirigente e la propensione dei volontari all’impegno diretto in politica. Due indagini che hanno preso in esame soprattutto il caso toscano, ma i risultati che emergono offrono indicazioni utili per tutto il Paese.

Complessivamente, dunque, sono state realizzate 106 interviste, sia a livello nazionale che regionale, ed esaminati 400 curricola di rappresentanti della classe politica toscana. In particolare sono stati interpellati 80 esponenti di Associazioni di volontariato toscane che siedono nei direttivi delle undici Delegazioni Cesvot.
Ebbene, il 50,6% dichiara di avere avuto esperienze di politica attiva in uno o più partiti. Il settore socio-sanitario è quello che registra un più alto livello di impegno politico (31,4%). Riguardo poi agli elementi fondamentali del volontariato, ben il 31,1% degli intervistati indica la voglia di partecipazione e l’agire concretamente per realizzare cambiamenti sociali e politici. Rispetto invece ai rapporti tra politica e volontariato, secondo il 45,6% degli intervistati è giusto che il volontariato abbia un certo peso nella politica italiana, ma per la stragrande maggioranza non è importante che rappresentanti del volontariato entrino in politica, anzi il 52% crede sia importante che le Associazioni adottino misure per regolamentare la partecipazione dei propri Soci nella politica attiva.

Il rapporto tra politica e volontariato è quindi importante, ma per la gran parte degli intervistati ad oggi il volontariato riesce ad influenzare ben poco la politica locale e nazionale: secondo infatti il 63,9%, le Associazioni sono poco o per nulla capaci di lobbying nei confronti della politica e la stragrande maggioranza crede appunto che la propria Associazione non riesca ad influenzare la politica.
D’altra parte, se la politica si fa poco influenzare dal volontariato, è vero anche il contrario: il 95,9% degli intervistati, infatti, crede che la politica locale e nazionale non influenzi la vita della propria Associazione. Dunque, secondo questo campione di rappresentanti del volontariato toscano, ci si troverebbe di fronte a un’indifferenza reciproca.

Il “Quaderno Cesvot” contiene anche un’approfondita analisi dell’evoluzione storica del volontariato e del terzo settore italiano dal 1965 ad oggi, arricchita dalle interviste a dodici noti rappresentanti del volontariato nazionale, tra i quali Edoardo Patriarca, deputato e presidente del CNV (Centro Nazionale per il Volontariato), Emma Cavallaro presidente della Convol (Conferenza Permanente delle Associazioni, Federazioni e Reti di Volontariato), Marco Granelli, assessore del Comune di Milano ed ex presidente del CSVnet (Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato) e Armando Zappolini, presidente del Cnca (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza). Ne emerge uno spaccato che offre molti spunti di riflessione, a partire da quelli che secondo gli intervistati sono i tre obiettivi fondamentali che accomunano politica e volontariato, vale a dire: valorizzare la sussidiarietà e la partecipazione; sviluppare cittadinanza e comunità; privilegiare la funzione educativa e formativa del volontariato. (C.G.)

Il volume Volontariato e politica: verso una nuova alleanza è scaricabile gratuitamente (formato .pdf) dal sito del Cesvot. È anche possibile richiederne una copia cartacea compilando uno specifico modulo online.
Per ulteriori informazioni e approfondimenti: redazione@cesvot.it (Cristiana Guccinelli).

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