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Legge di Stabilità: l’iter sta per partire

15 ottobre 2014: conferenza stampa di presentazione del Disegno di Legge di Stabilità per il 2015

Il presidente del Consiglio Renzi, insieme ai ministri Delrio e Padoan, durante la conferenza stampa di presentazione del Disegno di Legge di Stabilità per il 2015

«L’impianto del disegno di legge è molto debole in materia di contrasto all’impoverimento, alla diminuzione delle diseguaglianze, e labile nel favorire il potere di acquisto da parte delle famiglie senza il quale non possono certo aumentare i consumi interni»: lo scrive Carlo Giacobini, responsabile del Servizio HandyLex.org e direttore editoriale della nostra testata, in premessa a un’ampia nota di approfondimento riguardante gli aspetti di maggior ricaduta per le persone con disabilità e le loro famiglie, nel Disegno di Legge di Stabilità per il 2015 (la vecchia Manovra Finanziaria), che è stato depositato agli Atti della Camera (n. 2679) e che inizierà a giorni il proprio iter di discussione, prima nelle Commissioni Parlamentari e poi in Aula.

L’analisi presentata da HandyLex.org, della quale suggeriamo caldamente la lettura, è ripartita in quattro capitoli: Misure per la famiglia, Fondazioni ed enti di patronato e 5 per mille – rispetto a cui si scrive trattarsi di « aspetti che solo apparentemente non riguardano i cittadini e le persone con disabilità – Pagamento di pensioni e indennità e Fondi sociali.
Rispetto a questi ultimi, si sottolinea innanzitutto come «nell’ambito dei trasferimenti dallo Stato centrale alle Regioni, essi rappresentino ormai una risorsa insufficiente a garantire politiche e servizi consolidati sul territorio, tant’è che risultano determinanti gli interventi aggiuntivi dei singoli enti locali». E in tal senso, «considerato il pesante taglio dei trasferimenti generali alle Regioni, il rigore del Patto di Stabilità e la compressione della spesa sanitaria (prima voce nei bilanci regionali), l’esiguità dei fondi sociali rappresenta solo l’ultima delle limitazioni a un diverso e moderno modo di intendere il welfare, cioè un intervento inclusivo, universale e incardinato in una logica di investimento, piuttosto che relegato a spesa improduttiva».

E tuttavia, com’è ben noto dopo le dure e diffuse prese di posizione di queste settimane, provenienti dall’intero mondo della disabilità, il Disegno di Legge prevede ad esempio che il Fondo per le Non Autosufficienze venga ulteriormente ridotto da 350 a 250 milioni di euro.
«Contro tale riduzione – si legge nella scheda pubblicata da HandyLex.org – si sono sollevate diffuse proteste anche politiche oltre che associative. Ci si augura che nel corso del dibattito parlamentare la destinazione venga significativamente elevata. Ciò che però colpisce, anche in questo caso, è l’assenza di una strategia specifica per queste politiche, che non possono essere realizzate con scarsità di risorse e senza una programmazione di lungo periodo».

Infine, una nota conclusiva, non certo formale. Come infatti correttamente segnalato da HandyLex.org: il testo del Disegno di Legge, consultabile nel sito della Camera, non risponde in alcun modo ai più elementari criteri di accessibilità, in palese violazione della Legge 4/04 (Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici, la cosiddetta “Legge Stanca”) e pur essendo stato rimosso a poche ore di distanza, non è stato sostituito da alcunché di diverso. (S.B.)

Suggeriamo ancora la lettura dell’approfondimento sul Disegno di Legge di Stabilità per il 2015, proposto dal Servizio HandyLex.org.